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Warhammer: Vermintide 2, Prime impressioni sulla versione Pc

In attesa dalla recensione finale ecco cosa pensiamo del nuovo titolo di Fatshark in questa anteprima

Come certamente ricorderete (ed avete letto) Warhammer: Vermintide 2 è disponibile da  oggi (8 marzo), in temporanea esclusiva Pc Windows. Si tratta di un videogioco fantasy, cooperativo, in prima persona, che affianca fino a quattro giocatori contro orde di mostri più o meno antropomorfi e ha in sé alcuni elementi da videogioco di ruolo.

Arriva a noi a meno di tre anni di distanza il suo predecessore e ne continua le fila della narrazione.

Infatti era il 23 ottobre del 2015 quando Fatshark, studio di sviluppo indipendente di stanza in Svezia, pubblicava su Pc Warhammer: End Times – Vermintide, seguito un anno più tardi dalle versioni PS4 e Xbox One.
Forte della licenza “pesante” del famoso gioco da tavolo di Games Workshop, Warhammer Fantasy Battle, e ambientando il tutto nell’apocalittica era della “Fine dei Tempi” in cui un cataclisma sta per rovesciare l’ordine costituito sul mondo da migliaia di anni, gli sviluppatori svedesi si sono ritrovati a gestire quello che, con pochissimi dubbi, può essere considerato un validissimo erede di quei Left 4 Dead e Killing Floor che tanto deliziano gli appassionati di giochi cooperativi contro orde di mostri.

La totalità dei contenuti di gioco è stata bloccata fino al momento della pubblicazione ufficiale anche per noi redattori, pertanto iniziamo questa recensione esprimendo le prime impressioni date dalle prime, intensissime, ore di Vermintide 2 con la modalità e le limitazioni concesse. La recensione, dunque, sarà espansa ed ultimata con la critica a tutti i contenuti del gioco nel corso dei prossimi giorni.

CHI NON GIOCA IN COMPAGNIA…

Warhammer: Vermintide 2 è fondamentalmente un videogioco cooperativo online in prima persona. Niente modalità a schermo diviso locale (cioè sullo stesso Pc) e nessuna opzione per giocare in rete locale LAN, aggirando in questo modo l’obbligo di connettersi ai server ufficiali per giocare.
Non esiste una modalità in terza persona quindi non saranno contenti tutti gli appassionati che la cercano disperatamente.

Dopo un’avvincente tutorial interattivo, che ci mette al corrente della situazione narrativa e ci rinfresca i comandi di controllo e combattimento di base, ci ritroviamo in una rocca fatiscente in cui risiedono un mercenario del Reikland, un arciere elfico, un ranger nanico, un cacciatore di mostri e uno stregone da battaglia.
Questi anti-eroi sono l’ultima speranza dell’umanità, prima della Fine e combatteranno fino all’ultimo respiro contro un’orda sconfinata di Skaven (sanguinari uomini-ratto) e le infinite legioni del Caos: esseri umani corrotti e potenziati dalle divinità malefiche, che hanno a cuore soltanto l’estinzione di ogni forma di vita e gettare a ferro e fuoco il creato.

Cinque personaggi, dunque, che andando avanti con ricompense, punti esperienza ed equipaggiamenti trovati alla fine delle missioni, possono scegliere una scuola di specializzazione fra le tre proposte. Il mercenario può, così, restare mercenario che brandisce potenti armi a due mani, diventare un fuciliere oppure un guerriero specializzato con armi corte e scudi.
L’elfo può continuare la sua carriera da arciere o specializzarsi nel combattimento con le armi ad asta, oppure in quello con due armi. Il nano può restare un ranger, divenire un guerriero che impugna uno scudo e un’arma a una mano, oppure uno sventratore (un berserker sanguinario che impugna due asce). Il mago da battaglia può restare tale, specializzarsi in piromanzia o divenire uno “scatenato”, cioè un piromante dai grandi poteri meno controllabili. A conti fatti, ci ritroviamo con ben 15 classi di specializzazione suddivise tra i personaggi: un notevole passo in avanti nel buon nome della varietà.

EQUIPAGGIAMENTI, TALENTI, CRAFTING E…LOOT BOXES

La prima missione di Warhammer: Vermintide 2 ci ha impegnato circa 60 minuti e rappresenta tutto quello che offre il gioco di Fatshark in termini di gameplay. Teletrasportati da un portale alla regione in cui si agisce, il gruppo di improbabili eroi si avventura tra le fattorie al limitare della grande città di Ubersreik.

La mappa di gioco è vasta e ottimamente disegnata, non risparmia cura per i dettagli ed incoraggia l’esplorazione, che viene premiata dal ritrovamento di tomi, reliquie e artefatti che fanno accrescere le ricompense di fine livello. Non aspettiamoci loot classico fatto di armi, armature ed altri potenziamenti: le uniche cose con cui interagiamo sono porte da aprire, pozioni di vario genere (cura, velocità, ripristino energia, forza, esplosive), kit di cura per se stessi o altri, rifornimenti munizioni. Sempre a proposito di interazione, bisogna ammettere che non sia totale, ma alcune cose sono destinate ad essere raccolte e/o detonate (classici barili esplosivi), altre non si distruggeranno mai, nemmeno in presenza di forti esplosioni.

Perdersi è praticamente impossibile e per quanto siano vaste e dettagliate le mappe, nonostante il numero discreto di bivi, la strada verso l’uscita è quasi sempre molto riconoscibile ed arrivare alla fine del livello non è mai frustrante. Durante le fasi di esplorazione o proseguimento, orde di decine di mostri cercheranno di intralciare i nostri propositi e di ucciderci. Spesso ci ritroviamo in apparenti vicoli ciechi, che sono preludio ad un combattimento più impegnativo da superare obbligatoriamente se si vuole proseguire nella missione.

Al termine di quest’ultima, vengono assegnati punti esperienza e bottini di guerra che spesso equivalgono ad armi ed equipaggiamenti più potenti di quelli che utilizziamo. Accumulare punti esperienza e superarne determinati limiti porta al raggiungimento di un livello superiore.
Questo livello superiore porta con sé più efficienza nelle battaglie e talenti che aiutano ad avere più vantaggi durante le avventure.

Oltre a ciò, sempre al completamento del livello, ci viene assegnata una loot box che accresce il proprio valore e quello del suo contenuto in base alla condotta della squadra durante l’ultimo livello: quanti ha fruttato l’esplorazione, quanti eroi sono sopravvissuti, quante reliquie sono state tratte in salvo e altro ancora. Più punti di merito accumuliamo, più la scatola magica accresce il proprio valore, di conseguenza – quando la andiamo ad aprire – abbiamo la possibilità di ottenere, a sorpresa, equipaggiamenti dal valore superiore .Nella nostra roccaforte non manca una comoda forgia per recuperare materiali di risulta dalle armi e dagli equipaggiamenti che sono obsoleti o inutilizzati. L’impiego di questi materiali ha molteplici scopi: forgiare nuove armi, migliorare quelle che abbiamo già in possesso, assegnarne poteri speciali, recuperarne poteri speciali.

TIRANDO LE PRIME SOMME…

Le prime ore in Warhammer: Vermintide 2 scorrono piacevolmente tra una mattanza e l’altra, con decine e centinaia di Skaven e corrotti del Caos da fare a pezzi, trafiggere, bruciare, esplodere. Il motore grafico è già a buon punto di ottimizzazione, soffre sporadici cali di framerate sulle configurazioni un po’ datate ma quel che è di vitale importanza è stato constatare una pressoché assente latenza tra i comandi impartiti e quello che avviene sullo schermo.
Le mischie risultano veramente molto caotiche, ma stiamo parlando di un gioco che fa delle orde di nemici e degli sciami di mostruosità che ci attaccano tutti insieme i suoi punti di forza.

Le abilità degli eroi sono spettacolari a vedersi, ben riprodotte e ogni personaggio è ben caratterizzato, tutto da scoprire e averne cinque a disposizione incoraggia la sperimentazione e la varietà di gioco. Il gioco, mentre stiamo scrivendo, è inspiegabilmente ancora in fase Beta e contrariamente alle indicazioni, né l’interfaccia né i sottotitoli risultano ancora in lingua italiana: questo non ci ha mai frenato dal godere appieno del gioco ma sappiamo essere una grande discriminante fra l’acquisto di cuore e quello più ponderato, da parte di certi appassionati. Il titolo di Fatshark è alle sue prime ore di pubblicazione e basta pazientare un po’ per scoprirne tutto il potenziale.

  • PREGI: Tecnicamente molto valido. Immediato, divertente e soprattutto vario. Sistema di ricompense ben pensato.
  • DIFETTI: Sporadici crolli di fluidità. Nemici tutt’altro che intelligenti. Assenza di visuale in terza persona, gioco in rete locale e (al momento) della localizzazione in italiano.
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