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System Shock rinviato di almeno un anno e mezzo

Brutta sorpresa per gli oltre 21.600 sostenitori che finanziarono su Kickstarter il progetto

Un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Lo sviluppo del remaster di System Shock è stato sospeso. Il CEO di Nightdive Studios, Stephen Kick, ha messo in pausa il progetto che, è giusto ricordare, nel 2016 era stato finanziato da 21.625 sostenitori su Kickstarter per un ricavato di poco più di 1,35 milioni di dollari.

Il CEO ha spiegato con un post sulla piattaforma di crowdfunding i motivi di questa decisione improvvisa:

 “Ho messo il team per riassettare il percorso e tornare alla visione iniziale. Ci prendiamo una pausa ma non terminiamo qui il nostro progetto. Avete la mia rassicurazione personale: torneremo più forti che mai. System Shock sarà completato e manterremo tutte le nostre promesse”.

Dai toni del messaggio si può soltanto intuire il motivo. Sembrerebbe che gli sviluppatori abbiano alzato troppo il tiro. Il remaster era diventato prima un remake e poi un reboot che si era allontanato dal progetto iniziale anche per eccessive ambizioni degli autori.

E lo si capisce da questo passaggio del messaggio:

“Forse abbiamo perso la concentrazione. La visione ha cominciato a cambiare. Siamo passati da un Remaster a un gioco completamente nuovo. Abbiamo cambiato l’engine: da Unity a Unreal, una scelta che non rimpiangiamo e che ha funzionato per noi. Iniziammo ad immaginare di fare di più, ma ci siamo allontanati dai concetti chiave del titolo originale”.

Larry Kuperman, direttore dello sviluppo, ha spiegato a Polygon anche le peripezie di Nightdive Studios che dopo aver sostanzialmente esaurito i fondi ottenuti dalla raccolta su Kickstarter, ha cercato – infruttuosamente – di trovare un publisher e successivamente ha dovuto licenziare 15 dipendenti esterni. Secondo Kuperman le cose dovrebbero ritornare nei binari permettendo un lancio in “18-24” mesi da ora. Se tutto dovesse andare come si auspicano gli sviluppatori, quindi, se ne parlerebbe tra fine 2019 ed inizio 2020. Vedremo.

Ad ogni modo, questo è il messaggio integrale, in inglese, del CEO di Nightdive Studios. Buona lettura:

In March of 2016, Nightdive Studios released our video of our vision of System Shock Remastered. Done in Unity it was an immediate hit with almost a half million views on YouTube. In June of 2016 we launched a Kickstarter campaign to make the vision into a reality. It was tremendously successful with over 21,000 backers contributing over $1.3 million to the campaign. We put together a development team and began working on the game. But along the way something happened.

Maybe we were too successful. Maybe we lost our focus. The vision began to change. We moved from a Remaster to a completely new game. We shifted engines from Unity to Unreal, a choice that we don’t regret and one that has worked out for us. With the switch we began envisioning doing more, but straying from the core concepts of the original title.

As our concept grew and as our team changed, so did the scope of what we were doing and with that the budget for the game. As the budget grew, we began a long series of conversations with potential publishing partners. The more that we worked on the game, the more that we wanted to do, and the further we got from the original concepts that made System Shock so great.

Ultimately the responsibility for the decisions rests with me. As the CEO and founder of Nightdive Studios, a company that was built on the restoration of the System Shock franchise, I let things get out of control. I can tell you that I did it for all the right reasons, that I was totally committed to making a great game, but it has become clear to me that we took the wrong path, that we turned our backs on the very people who made this possible, our Kickstarter backers.

I have put the team on a hiatus while we reassess our path so that we can return to our vision. We are taking a break, but NOT ending the project. Please accept my personal assurance that we will be back and stronger than ever. System Shock is going to be completed and all of our promises fulfilled.

Stephen Kick

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