L’Ombra della Guerra, Recensione Pc

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Passati alla storia per aver realizzato i due Blood nella seconda metà degli anni ‘90 e i due No One Lives Forever, Monolith Productions negli ultimi due anni ha realizzato, per conto di Warner Bros. Interactive, L’Ombra di Mordor nel 2014 e L’Ombra della Guerra, pubblicato lo scorso 10 ottobre. Action adventure in terza persona (con sfumature action gdr) che fa il verso ad Assassin’s Creed di Ubisoft Montreal e Batman Arkham City di Rocksteady, ma lo ambienta nel fantasioso mondo creato da John Ronald Reuel Tolkien, quella Terra-di-Mezzo che fino al 2001 era esclusivo appannaggio di una bella nicchia di appassionati di letteratura Fantasy.

Con l’avvento, nelle sale cinematografiche e al grande pubblico, de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson, anche le masse hanno scoperto il fascino della Terra-di-Mezzo e dei suoi eroi romantici, ispirati alla mitologia e alla drammaturgia greco-romana. Non a caso, prima dei film si contavano appena nove titoli e dal 2002, invece, diciassette pubblicazioni: più di una all’anno di media!

Ecco la nostra recensione.

NAN INCHIR GELAIR MORDOR

L’Ombra della Guerra continua la narrazione interrotta nel prequel, l’Ombra di Mordor. Talion, Ramingo del Nord di stanza al Nero Cancello, viene sospeso tra la vita e la morte dal fantasma di un principe elfico, Celebrimbor. Senza entrare troppo nei dettagli, qui basta sapere che i due stringono un’insolita alleanza per mettere i bastoni tra le ruote alle armate di Mordor e al loro Oscuro Signore: Sauron.

Talion e Celebrimbor agiscono in un periodo compreso tra i i film de Lo Hobbit e quelli de Il Signore degli Anelli. Teniamo ad escludere le citazioni al ciclo letterario perché è evidente l’influenza, anche visiva, delle pellicole cinematografiche griffate Peter Jackson. Giocando l’Ombra di Mordor si viene a conoscenza della famosa forgiatura degli anelli del potere e dell’unico anello, mentre le premesse de L’Ombra della Guerra gravitano intorno alla forgiatura di un altro anello, privo dell’influenza dell’Oscuro Signore e capace di un potere del tutto analogo.

Ne consegue un conflitto, che si estende da Mordor a Gondor, tra le forze dell’Oscuro Signore e quelle del Lucente Signore, per il controllo sulle popolazioni degli Orchi e – in prospettiva – il futuro di tutta la Terra-di-Mezzo. La guerra di Celebrimbor e Talion assume proporzioni decisamente grandi, ben lontane dalle schermaglie di tre anni fa: interi eserciti, questa volta, si mobilitano per sancire chi sia il signore di Mordor.

EDWENNO O GWATH

Le prime ore di Ombra della Guerra, quelle che ci introducono alle basi del gioco, ricalcano abbastanza fedelmente gli elementi di gameplay di Ombra di Mordor. Le differenze emergono senza troppe scosse, fino ad arrivare alle novità assolute come la possibilità di gestire comandanti di eserciti e di prendere parte a battaglie campali degne della Battaglia dei Cinque Eserciti vista nell’ultima parte cinematografica de Lo Hobbit.

Il protagonista del gioco, Talion, insieme allo spirito di Celebrimbor che alberga nel suo corpo, di base è uno spadaccino provetto e un battipista, un esploratore. Celebrimbor gli conferisce innaturale agilità, capacità di scalare quasi ogni parete, velocità sovrumana e maestria con arco e frecce. Talion gira armato di spada lunga, coltello, arco, cappa e armatura (due new entry rispetto a Ombra di Mordor). L’equipaggiamento, contrariamente al passato, è molto vario e non va soltanto potenziato con rune sempre più potenti. Proprio come in un videogioco di ruolo, passano sotto lo sguardo attento del giocatore varie armi con statistiche personali e poteri sbloccabili solo previo completamento di prove d’abilità da superare. Per esempio abbiamo trovato una cappa che conferisce protezione aggiuntiva dai danni da fuoco ma, per ottenerla, dobbiamo dar prova di padroneggiare il fuoco uccidendo con esso un capitano degli Orchi. Questo, lo ripetiamo, è solo uno dei tanti esempi che si possono fare, riguardo ai poteri aggiunti ad ogni elemento equipaggiabile.

Sempre sulla falsariga di un videogioco di ruolo d’azione, ecco arrivare il grado di rarità e di potenza degli oggetti, dal più comune al più introvabile, senza dimenticare oggetti mitici o leggendari e dalle capacità inarrivabili e uniche.

A proposito di equipaggiamenti, ora che la guerra tra gli anelli del potere è giunta, bisogna fare i conti con quelli da assegnare alle proprie armate, per avvantaggiarle in battaglia. La gestione delle armate non ci è sembrata difficoltosa, tutt’altro. E’ sempre tutto molto chiaro e intuitivo. La cosiddetta “Social Conquest” ci sembra l’evoluzione delle faide che vedevamo in Ombra di Mordor: adesso, oltre a vendicare i propri amici andando a caccia dell’Orco che li ha uccisi, possiamo “invadere” la partita altrui, aggirarci nella fortezza degli altri.

OCHEDIN VALANNOR

Tecnicamente parlando, l’Ombra della Guerra si fonda sul motore grafico che ha reso celebre l’Ombra di Mordor. Parliamo di un motore grafico proprietario che è stato concepito per fare un gioco a libera esplorazione (open world) e ambienti molto grandi. A questo è stato aggiunto il famoso Nemesis System, per permettere agli Orchi di “ricordare” cosa abbiamo fatto, cosa hanno fatto loro, attuare faide, duelli e scontri per accrescere il potere.

Il livello di dettaglio è mediamente alto. Assistiamo, di fatto, alla saturazione massima possibile di una produzione del 2014 portata all’estremo livello di dettaglio garantito da una migliore ottimizzazione e maggiore potenza grafica delle nuove macchine e dei nuovi hardware. Ne consegue una grafica verosimile, estremamente pulita nonché un motore grafico alla portata sia di PS4 e Xbox One (ormai con oltre 4 anni sul groppone) sia nuove configurazioni di computer. Su PS4 e Xbox One siamo fermi agli standard imposti con Ombra di Mordor, con filmati di intermezzo portati a livello altissimo (Full HD o Ultra HD, dipende dal monitor su cui si gioca oltre che alla macchina su cui si esegue il gioco). Non possiamo esprimerci sulla versione Xbox One X (la nuova ammiraglia di Microsoft arriverà il prossimo 7 novembre) né possiamo parlare di esperienza a 4K su Pc, visto che la configurazione di prova – di tutto rispetto – non è all’altezza di tale compito. La risoluzione dinamica e la scalabilità delle opzioni grafiche garantiscono un’esperienza pressoché ottimale, ancorata ai sessanta fotogrammi al secondo e cercando di mantenere la massima qualità possibile. Se dovessimo dare un premio a Ombra della Guerra, sarebbe indubbiamente quello di gioco ottimizzato al meglio.

Poco o nulla da segnalare come difetti di programmazione o bug gravi, semplicemente occorre ammettere che non corrono molte differenze con l’Ombra di Mordor e se quello non vi ha entusiasmato, questo non non sarà da meno, rischiando di non esaltare mai. Ombra della Guerra, come il prequel, si ispira fortemente al “non narrato” delle versioni cinematografiche, tra Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli ed esteticamente parlando trae più di uno spunto dai lavori di Peter Jackson e Weta Workshop. Se non siete tra le schiere di estimatori dei film di Peter Jackson, probabilmente, non vi esalterà avventurarvi in una Terra-di-Mezzo a libera interpretazione degli sceneggiatori di Monolith, che giocano con anelli di potere, principi elfici e signori oscuri con facilità, ignorando il canone letterario e adattando personaggi e luoghi alle esigenze del videogioco fino a qui recensito. Il risultato finale è estremamente divertente, a patto di apprezzarne il genere di appartenenza, gli illustri predecessori citati (da Assassin’s Creed ad Arkham City, passando da The Witcher 3 e tanti altri), l’ambientazione di stampo Fantasy e le “licenze poetiche” fatte alla Terra-di-Mezzo.

COMMENTO FINALE

L’Ombra della Guerra è un videogioco d’azione e avventura con elementi da videogioco di ruolo, in terza persona e sviluppato da Monolith Productions per Warner Bros. Interactive. E’ giocabile su Pc via Steam e Windows Store (godendo del supporto Play Anywhere) che coinvolge anche la versione Xbox One e non manca all’appello nemmeno la PlayStation 4, sia Slim che Pro.

L’ultima fatica di Monolith poggia le sue fondamenta su quanto di buono fu realizzato in L’Ombra di Mordor: azione a mai finire, tantissima azione, blandi elementi di stealth game (giochi di infiltrazione) e ricompense per le missioni completate, che si traducono in punti esperienza che portano punti abilità. Questi, infine, si spendono per migliorare o aggiungere capacità speciali al protagonista, Talion, che porta con sé anche lo spettro di Celebrimbor.

Più mappe, più grandi, dense di incarichi da svolgere e cose da fare che garantiscono varietà e tengono lontana la noia. La personalizzazione dell’equipaggiamento, sia estetica che di efficienza, viene incontro al gusto e allo stile di gioco di ogni giocatore. Joypad alla mano è come tornare a giocare a Ombra di Mordor, solo più ottimizzato graficamente e con supporto alle risoluzioni 4K per sfruttare al massimo hardware, televisori e monitor di ultima generazione. Su PlayStation 4 Pro, è risaputo, non sono presenti le texture Ultra HD e non si sa ancora che ci saranno, invece, su Xbox One X (prevista per il 7 novembre prossimo).

L’Ombra della Guerra non delude le aspettative di chi ha apprezzato il suo prequel. Delude, invece, chi cerca un videogioco ufficiale de Il Signore degli Anelli che rispetta i canoni letterari gettati dallo scrittore, senza licenze poetiche e forzature come quelle accennate dalle saghe cinematografiche e qui – di gran lunga – ben calcate.

 

Pregi

Ottimizzazione grafica esemplare. Quanto di buono c’era in Ombra di Mordor è presente qui. Gestione delle ricompense migliore che in passato. Sistema Nemesis leggermente migliorato. Battaglie campali ben riprodotte. Colonna sonora convincente. Un po' più vario che in passato.

Difetti

Non inventa nulla di nuovo. Prende a calci il canone scritto da Tolkien. Gioca molto sulle produzioni cinematografiche di Peter Jackson, non gradite da tutti. Prova a fare da “colla” tra Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli (versioni cinematografiche) risultando poco convincente.

Voto

8,5