Editoriale

La mia sugli eSports ai Giochi Olimpici, il CIO ipocrita? Dite vero?

Da qualche giorno si è tornati a parlare di eSports ai Giochi Olimpici. Per la precisione a partire dal 2024, in corrispondenza con i Giochi di Parigi. Il motivo è presto detto, come si legge dal web, il CIO (il Comitato Olimpico Internazionale) ha aperto a questa possibilità che arriverebbe anche in tempi relativamente brevi, ma ha chiuso la porta ai videogiochi violenti.

Competizioni su Pc e (o) console ok, ma non titoli come, ad esempio Call of Duty, Dota ed altri giochi ritenuti violenti per presenza di morti e distruzione.

Qualcuno – riporta Tom’s Hardware Italia – ha visto dell’ipocrisia in questa presa di posizione perché nel programma olimpico esistono la scherma, le arti marziali, la boxe o (aggiungiamo noi) il tiro a volo, lo skeet, la carabina, nonché il tiro con l’arco e si è citato anche il rugby, “lo Sport bestiale giocato da gentiluomini”, come è solito etichettare questo gioco con la palla ovale.

Da sportivo nato, ed appassionato non posso che dissentire da questa affermazione quanto meno superficiale. Il motivo è presto detto: ma come fate a paragonare un Call of Duty o un Dota o ancora un Doom o un Quake Champions alla scherma? E se si dovesse fare il paragone con le discipline che prevedono l’utilizzo di armi da fuoco, ricordo sempre che le si usa in una gara di abilità senza violenza abbattendo piattelli o dischi. Cosa ci sia di violento proprio non riesco a comprenderlo.

Anziché tacciare di ipocrisia il CIO per questi motivi (magari potrebbero essercene altri ma ben diversi da questo), proporrei ai signori organizzatori di competizioni eSports di rimboccarsi le maniche per fare una proposta più concreta al Comitato Olimpico Internazionale anche in tempi brevi perché nel 2019 sarà ratificata la lista degli sport a cinque cerchi ed allo stato attuale, nonostante l’apertura, non si saprebbe cosa fare.

Se si vuole offrire una chance agli eSports come disciplina unica o multi-disciplina inserita nel programma a Cinque Cerchi, si potrebbe tranquillamente dare spazio ad altri giochi non violenti e non necessariamente riproposizioni degli sport classici su Pc e su console. Del resto i vari fps e moba di spicco hanno già le loro kermesse internazionali con tanto di montepremi in denaro da fare invidia ai maggiori tornei di tennis o di golf.

La mia umile idea sarebbe piuttosto quella di unire 5 o più giochi diversi ed unirli come si fa col Pentathlon moderno o unirne di più se si volesse pensare all’Eptathlon o al Decathlon.

Prendere dai 5 ai 10 videogiochi da proporre universalmente al programma Olimpico per l’assegnazione delle medaglie.

Possiamo anche accettare il fatto che un FIFA, un NBA 2K, possano essere comunque considerati in questo lotto di discipline (copiando gli sport reali non ci sarebbe nulla di male ma a quel punto forse sarebbe meglio proporre Giochi Olimpici eSports separate da quelle tradizionali, ndr), ma vedremmo bene anche un Hearthstone, o un Mario Kart (proprio per non lasciare fuori nessun produttore hardware) o anche Splatoon 2 che è si uno sparatutto ma non offre il fianco al discorso violenza visto che sembra più una sfida di paint-ball dove i giocatori-atleti si sparerebbero addosso vernice. Un gioco molto colorato e con personaggi che non hanno un aspetto particolarmente aggressivo. Ed anche Rocket League potrebbe rientrare nel lotto con milioni di utenti attivi da tutto il mondo. E perché non l’inossidabile Tetris? 

La mia è solo un’idea e non perché voglia fare il buonista o l’ipocrita. Lungi da me. Ma semplicemente perché il concetto di sport non ammette violenza gratuita. Le arti marziali in quanto tali hanno un loro codice, loro regole e soprattutto nelle competizioni olimpiche, se uno dei due contendenti sanguina, si sospende subito la contesa per le cure necessarie. Se la situazione non migliora si decreta un vincitore.

Ma dire al CIO che sia stato ipocrita e additare la presenza del rugby, Sport rude ma non cattivo e che tanto fair play insegna ad altre discipline, è proprio ingiusto ed anche in cattiva fede.

Le lame di sciabola, fioretto e spada non hanno mai ucciso nessuno… se uno gioca a qualche fps può anche trovarsi la Swat in casa perché l’avversario sconfitto e frustrato dà il falso allarme alle forze speciali e queste intervengono. E’ capitato. E questo non è ipocrita… è peggio!

Thomas Bach

Concordo, infine, con Thomas Bach, presidente del Comitato Olimpico Internazionale. Si legge da Thom’s Hardware Italia che ha riportato a sua volta uno stralcio dell’intervista al South China Morning Post:

“Vogliamo promuovere la non discriminazione, la nonviolenza e la pace tra le persone. Questi principi non coincidono con i videogiochi che trattano violenza, esplosioni e uccisioni. Vogliamo tracciare una linea ben chiara sull’argomento”.

Non vedo nulla di ipocrita ricordando, infine, che i Giochi Olimpici ai tempi dell’Antica Grecia servivano per stipulare lunghe tregue dalle guerre. 

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