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Duke Nukem 3D: Megaton Edition, Recensione PlayStation Vita

Duke Nukem 3D

Il Duca non si dimentica, ma ha sempre diviso le opinioni di critica e videogiocatori, tanto da rientrare nella categoria del “o si ama o si odia”.

Era il 29 gennaio del ’96 quando Duke Nukem 3D arrivò su Pc e ancora oggi, a distanza di quasi venti anni, si fa apprezzare per gameplay e meccaniche Fps che di lì a poco avremmo visto rivoluzionate in favore di strutture di gioco più basilari e semplici, aperte anche ai meno avvezzi al genere.
Non era soltanto questo, era level design ispirato, era interattività con l’ambiente di gioco, era violenza spicciola e humour, un mix spesso di cattivo gusto e proprio per questo dissacrante ed esilarante.

Ben più “fresca” è invece la storia della Megaton Edition, arrivata circa due anni fa su Steam e giunta recentemente anche su PlayStation 3 e PlayStation Vita.
Abbiamo messo le mani proprio sulla versione destinata alla “piccola” di casa Sony e, sebbene l’anima del gioco sia rimasta intatta, alcune problematiche non proprio superficiali hanno inficiato sul risultato complessivo di questo porting.

MEGA PER CONTENUTI…

Trecentomila dollari e circa dieci persone, tanto è costato in termini di risorse economiche ed umane lo sviluppo di Duke Nukem 3D che nel tempo ha visto crescere i suoi contenuti grazie al rilascio di espansioni, le stesse presenti nella Megaton Edition targata Abstraction Games ed edita da Devolver Digital.

Perché tale riedizione è da intendere proprio in questo senso: una raccolta completa pensata per gli instancabili appassionati, mai stufi di accoppare alieni e dare mance ad avvenenti signorine. Giunto a marzo 2013 su Pc, la formula di rilascio delle edizioni per console Sony non ha fatto a meno di feature – interessanti e ben volute – quali il cross-buy e il cross-play, che permettono di acquistare una sola volta il videogioco e di giocarlo sia su PlayStation 3 che su PlayStation Vita.

Per chiarezza, la Megaton Edition include Duke Nukem 3D: Atomic Edition, Duke It Out In D.C., Duke Caribbean: Life’s Beach e Duke: Nuclear Winter, quindi trattasi di una vera e propria compilation definitiva di uno degli sparatutto in prima persona più giocati di sempre.

La versione Sony, così come quella destinata a Steam, gode inoltre di trofei piuttosto facili da sbloccare e del multiplayer online che venne inserito soltanto dopo il rilascio dell’edizione sulla piattaforma di Valve Il resto è identico ad un tempo, quindi quella che potremmo definire come mera operazione commerciale non va confusa con remake o riedizioni in HD di cui tanto abbiamo sentito parlare negli ultimi mesi; del resto, Duke Nukem 3D è impresso nelle menti dei suoi fan e non avrebbe avuto alcun senso rivederlo in vesti grafiche ben definite, senza quell’effetto pixel a risaltare tutt’intorno, cosa che si è invece tentato di fare col ben più recente Duke Nukem Forever.

Entrando nel dettaglio, parlare di trama è deleterio, il pretesto è semplice e nemmeno narrato, lo scopo di 3D Realms era quello di gettare il videogiocatore in livelli via via sempre più intricati, caratterizzati da un level design affatto banale, facendosi strada tra nemici e piccoli enigmi ambientali per avanzare così di stage in stage.
L’anima old-school è ancora fervida e briosa, ci vuol davvero poco per rientrare nei panni del Duca e far fuori alieni, cercando di scovare ogni segreto e raccogliere le access card utili per aprire aree di gioco altrimenti inaccessibili.
L’impostazione da FPS classico sarà evidente anche a tutti coloro che sono nati e cresciuti coi moderni sparatutto: in Duke Nukem 3D non verrete accompagnati passo passo, non avrete indicazioni sul percorso da seguire o sulla posizione da raggiungere, nessuno vi spiegherà come accedere a quella che, di primo acchito, sembrerebbe un’area segreta inaccessibile.

Un punto di forza, che potrebbe però facilmente trasformarsi in un difetto, qualora non siate abituati a videogame del genere, quindi prima di effettuare il download o l’acquisto siate ben consci di ciò che vi aspetterà: giocare Duke Nukem potrebbe darvi grosse soddisfazioni, ma bisogna essere preparati e forse poco inclini alle produzioni milionarie che oggigiorno non perdono occasione di rivelarsi insipidi sparatutto.

… MENO PER QUALITÀ DEL PORTING

Qualcosa però non è andato nel verso giusto, partendo dal multiplayer online possiamo confermare come si presenti poco ottimizzato e, di conseguenza, con una affluenza ai minini termini.
Durante le nostre prove non siamo mai riusciti ad entrare in un match multigiocatore, fortuna vuole che i contenuti offline siano corposi e consentano di cimentarsi nei panni del Duca per svariate ore di gioco.

La versione PlayStation Vita presenta per giunta dei controlli non molto precisi e abbiamo notato svariati rallentamenti durante le azioni più frenetiche di gioco, segno che qualcosa durante la realizzazione del porting non è andata come voluto.
Di certo non si può dire che Duke Nukem 3D abbia perso il fascino d’un tempo, tra un ottimo numero di location e conflitti a fuoco stuzzicanti riassaporare le emozioni di quei livelli è stato per molti versi elettrizzante: scenari tridimensionali e nemici realizzati con sprite 2D ci ricordano quanti anni siano passati dal lontano 1996, ma anche quanto avanti siano andate le tecnologie relative allo sviluppo ed alla presentazione dei videogiochi, che a dirla tutta – come testimoniano moltissimi esponenti attuali del genere FPS – non hanno portato ad una crescita in termini di gameplay e giocabilità.

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Potrebbe sembrare un gioco vetusto alle nuove leve del gaming, e potremmo dar loro in parte ragione per quanto concerne l’ambito grafico, ma in quanto ad atmosfere e gunplay, o level design, Duke Nukem 3D raggiunse livelli nemmeno lontanamente avvicinabili dalla quasi totalità degli sparatutto degli ultimi anni; di sicuro, si tratta di una riedizione pensata per i nostalgici dei giochi d’un tempo, quelli che oggi forse fanno più fatica ad accettare il drastico cambio di rotta del mondo del Videogioco in generale.

COMMENTO FINALE

Duke Nukem 3D: Megaton Edition è, come diciotto anni fa, un must have per gli amanti del Duca e degli sparatutto in soggettiva che hanno fatto la storia del genere.
Grazie all’ottimo numero di contenuti, che si prestano ad una ottima rigiocabilità considerando il numero di aree segrete e la scalata alle classifiche, non possiamo che consigliarlo a tutti coloro che hanno un abbonamento al PlayStation Plus (è nelle offerte gratuite di questo mese) e a chi vuol divertirsi con un videogioco che non passa mai di moda grazie ad un gameplay elettrizzante e caratterizzato da picchi di difficoltà di tutto rispetto.

Peccato che nella versione per console Sony il multiplayer sia praticamente deserto e che i controlli su PS Vita non si siano rivelati molto precisi, circostanze che ci fanno correggere il voto al ribasso rispetto alla versione PC arrivata negli store digitali quasi due anni fa.

PREGI: divertente, violento e tipicamente old-school; buon numero di contenuti assistiti dalla formula del cross-buy e del cross-play; level design e difficoltà (a tratti) sopra la media.

DIFETTI: controlli non al top in quanto a precisione; alcuni rallentamenti su PlayStation Vita; multiplayer deserto.

VOTO: 7/10.

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