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Battle Chess

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Ironico, irriverente e molto divertente. Gli scacchi possono essere anche così soprattutto se il gioco in questione si chiama Battle Chess.
Si tratta di un vero e proprio classico targato Interplay che nel 1988 ha saputo scrivere un pezzo di storia videoludica capace di ritagliarsi una bella fetta di appassionati ed anche di neofiti che hanno imparato i rudimenti di questo meraviglioso sport della mente grazie alla curiosità ed alla pratica.
Battle Chess ha avuto il grande merito di condensare la serietà del gioco degli scacchi alla leggiadria delle sue animazioni introducendo il “combattimento tra i pezzi”. Elemento, questo, che ne ha decretato il successo a livello planetario.

PEZZI E COMBATTIMENTI, IL CUORE DI BATTLE CHESS

Come accennato, il lavoro Interplay si basava sulle animazioni dei personaggi che dava quel tocco giocoso ad un contesto serio come quello scacchistico.
Ogniqualvolta si muoveva un pezzo, questi si animava per eseguire le mosse indicate dal giocatore. Al momento della cattura, i pezzi davano vita ad un simpatico combattimento.
Ogni personaggio aveva le sue mosse. Memorabili le movenze avvenenti della regina ed il suo uso della magia, o i trucchi di prestigio del re che poi sparava alle vittime. Senza dimenticare l’alfiere che usava il suo bastone come arma marziale o come fonte di magia. Tutto molto divertente.

 

Un po' di ambientazione Fantasy nella schermata di caricamento

REGINA FEMME FATALE, LA TORRE E’ BESTIALE

Per chi non lo sapesse, gli scacchi hanno 6 tipologie di pezzi: re, regina, alfieri, cavalli, torri e pedoni. E grazie all’aspetto, l’ambientazione del gioco risultava essere vagamente fantasy. Elemento accentuato anche dall’aspetto e dalle movenze di ogni tipologia.
Il pedone (che si muove di una casella alla volta, tranne per la sua prima mossa, solo in avanti ed in diagonale solo per catturare i pezzi) è raffigurato da un soldatino in armatura con asta. Il cavallo (si muove ad L sia avanti che indietro) e nel gioco è raffigurato da un cavaliere (senza cavallo però in ossequio alla dizione anglosassone) con spada e scudo. L’alfiere (si muove in diagonale nella scacchiera senza limiti di caselle) ed ha l’aspetto di un alto prelato (di un vescovo se omaggiamo il termine inglese). La torre (si muove in orizzontale e verticale senza limiti di caselle) si trasforma in un mostro di pietra simile alla Cosa dei Fantastici 4.
La regina (può fare qualunque mossa esclusa quella del cavallo) ha l’aspetto di una femme fatal. Il re, infine, (fa tutti i movimenti della regina ma di una sola casella alla volta) ha le sembianze di un vecchio impacciato.

 

Il cuore pulsante di Battle Chess: i combattimenti. Qui immortalati l'alfiere ed il cavallo

GRAFICA DI LIVELLO

Tecnicamente parlando, Battle Chess si fece apprezzare. La grafica soprattutto era il fiore all’occhiello del lavoro Interplay. Non che fosse difficile rappresentare in 3d una scacchiera ed i relativi pezzi, ma le tante animazioni in più e la dinamica dei combattimenti fecero lievitare il voto. Buone le animazioni, mentre l’aspetto era molto bello e dava “calore” al giocatore.
Il sonoro si limitava agli effetti sonori e dava il meglio di se durante i combattimenti durante la cattura del pezzo che animava il tutto.
Il programma di scacchi in se non era il massimo, ma aveva una discreta intelligenza artificiale e la giocabilità era tutto sommato salva. Chi voleva concentrarsi esclusivamente sulla partita poteva anche scegliere la visuale 2d, utile a livello tattico. Se consideriamo che su Amiga girava tutto in un dischetto da 740kb allora capiremo bene la bontà di tutto il lavoro.

CONCLUSIONI

Battle Chess fa parte della storia dei videogiochi. E’ il primo gioco di scacchi capace di divertire tutti, anche i più piccoli e sicuramente grazie a quelle animazioni legate ai combattimenti durante la cattura dei pezzi ha avvicinato molti neofiti a questo magnifico gioco della mente. Interplay, una squadra con i fiocchi capace anche di realizzare quel capolavoro che è Castles, ebbe l’intuizione giusta dando vivacità ad un contesto sobrio e serioso.
Buona la realizzazione tecnica con una bella grafica che dava atmosfera accompagnata da un sonoro scarno ma tutto sommato adeguato.
Il gioco, uno dei più famosi su Amiga (e non era nemmeno male su C64, e su Pc in versione Vga, ndr), ebbe così successo che vi furono diversi seguiti e remake per macchine più potenti. Il seguito ufficiale, nel 1990 si intitolava Battle Chess II: Chinese Chess, basato sugli scacchi cinesi (Xiangqi).

PREGI

Divertente. Facile da giocare. Adatto a tutti. Combattimenti e movenze dei pezzi geniale.

DIFETTI

Alla lunga le animazioni diventano ripetitive. In se è un gioco di scacchi come tanti altri.

VOTO: 8/10

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