Prime Impressioni

Destiny, Prime Impressioni sull’Alpha

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Destiny alpha 1706

Venerdì 12 giugno è una data che per molti appassionati videogiocatori ha un sapore storico: Destiny, sparatutto in prima persona online di massa, primo – costosissimo in termini di tempo e risorse – progetto di Bungie dopo i fasti di Halo (fino a Reach, la saga degli space marine terrestri di classe Spartans contro gli alieni Covenant era saldamente in mano loro) viene fatto provare nella sua versione preliminare, che si definisce Alfa (o Alpha), cioè il codice di gioco da poco completato, saturo di imperfezioni e pieno di correzioni da fare.

Al di là di questo, trattandosi dello sparatutto più atteso dagli appassionati di next-gen, uno dei pochi motivi d’acquisto di PlayStation 4 e Xbox One, arriva questa provvidenziale prova, atta a far comprendere meglio da dove viene Destiny, cosa avrebbe da offrire e a cosa ambisce.

Per bocca del Designer Evan Nikolich, che sta lavorando per Bungie su Destiny, la Alfa del gioco mostra solo il 10% di quello che sarà il prodotto finale, che promette essere enorme sia per quantità che per qualità. Da quel che abbiamo potuto provare, non sono affermazioni infondate, ma andiamo con ordine.

TECNICAMENTE CROSS-GEN E NOSTALGICO

La croce e la delizia di questo primo scorcio di next-gen è che molti progetti sono basati sulla contestuale presenza sul nuovo ma – purtroppo e soprattutto – sul vecchio hardware. Destiny approderà su PlayStation 4 e Xbox One, è vero, ma è altrettanto vero che farà la felicità di tutti i possessori di Xbox 360 e PlayStation 3.
Si parlerà di differenze grafiche, ovviamente, ma non si potrà mai parlare di differenze in termini di contenuti, che per quanto essi siano, saranno comunque soggetti alle limitazioni hardware delle ormai vecchie macchine che sono nel loro ottavo anno di vita: un’infinità di tempo, in questo campo.

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La cartina al tornasole delle nostre affermazioni è dimostrata dalle prime scorrerie in quello che è il pianeta Terra di Destiny: una landa inospitale e piena di creature aliene, puntellata da basi militari, fabbriche e stazioni in rovina, abbandonate ed alla mercé della natura. Pur essendo mappe di grande respiro, siamo sugli stessi standard già visti in Borderlands, specialmente sul fronte dei contenuti, delle cose/persone/creature da trovare. Anche il feeling durante le schermaglie è un misto di sensazioni già vissute nel titolo di Gearbox ed in Halo.
Da quest’ultimo, Bungie, attinge a piene mani tanto nel design di armi e veicoli, quanto nella modalità di gioco di classe Titano, quello che abbiamo provato noi: un autentico “Spartan” dotato di scudo ricaricabile e armato di fucile d’assalto.

Le altre due classi messe a disposizione sono il Cacciatore, tipica classe dedita al supporto con armi da lunghissima distanza ed abilità stealth, e il Warlock, un fantascientifico guerriero mistico che si difende con armi leggere e aiuta se stesso o il gruppo tramite misteriosi poteri magici.

LA TORRE

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Destiny, così come ci viene presentato, si fonda su tre luoghi principali: la Terra, dove andremo in missione per conto dei nostri superiori e porteremo a termine incarichi e missioni di vario genere; il Crogiolo, che è un’arena dove potersi misurare contro altri giocatori; la Torre, infine, che è il quartier generale terrestre, dal momento che il pianeta è del tutto inospitale.

Nella torre passeremo tutto il tempo che ci serve per formare gruppi di gioco con gli amici, per ottenere missioni ma soprattutto equipaggiamenti e promozioni dai personaggi non giocanti, per vendere comprare tutto quel che ci occorre per le nostre avventure. Armi ed armature base saranno acquistabili. Quelle più potenti andranno forgiate grazie alle ricompense o ai ritrovamenti durante le missioni. Qui l’inquadratura passa dalla prima alla terza persona, contrariamente a quanto accade sulla Terra o nelle partite competitive: in quel caso si ha visuale in prima persona tranne in due casi, quando si usano veicoli e torrette oppure la mossa speciale del proprio personaggio.

Personaggi, menu di navigazione dell’alter-ego o dei negozi e tutta l’interfaccia di gioco, tutto risulta essere ben studiato e occorre ben poco tempo per essere padroneggiato al meglio.

IL CROGIOLO

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Il cosiddetto Crogiolo è nulla di più che un’arena dedicata agli scontri competitivi, giocatore contro giocatore, per mettere alla prova il proprio personaggio e gli equipaggiamenti con quello altrui. Dalle partite al Crogiolo arrivano punti esperienza e ricompense che tornano molto utili nel computo finale del personaggio, che ne gode a lungo andare in livelli di evoluzione e crediti da investire nel miglioramento dei suoi averi.

PREMESSE E PROMESSE

Destiny si profila come un gioco Massive-Multiplayer Online (Mmo, in gergo) in prima persona, fantascientifico ed estremamente ambizioso. Pur fondando la sua essenza su un misto di cose già viste e vissute (Halo e Borderlands soprattutto), fondere gli elementi tipici dei Mmorpg come World of Warcraft in un mondo persistente dedicato più allo sparatutto e alle avventure in cooperativa che al gioco di ruolo d’azione suona come una grandissima ambizione.

Destiny promette di catapultare in un mondo, una galassia, un universo vastissimo e pieno di cose da fare. Decine, migliaia, centinaia di ore di divertimento sembrano garantite e quel “è solo la punta dell’iceberg” detta dal Designer del gioco fa solo ben sperare. Se sviluppati i contenuti a dovere, se evitassero la reiterazione delle stesse cose da fare e si evitasse, alla lunga distanza, di ripetere sempre le stesse cose, allora Destiny avrà centrato il punto. E’ molto interessante e potrebbe seriamente diventare una divertentissima “droga” per tutti quelli che amano i mondi persistenti online, gli sparatutto e la fantascienza. 

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