Dragon Shelter, braccia rubate all’agricoltura e ali prestate
Il ritorno alla fattoria del nonno diventa l’occasione per riavvicinare uomini e draghi, un raccolto e una ricetta alla volta
Dragon Shelter è un gioco di simulazione agricola ambientato in un mondo fantasy. Il giocatore veste i panni dell’eroe che rinfocolerà l’amicizia perduta tra uomini e draghi. Bisognerà prendersi cura di splendide creature, esplorare questo mondo magico e ripristinare biomi distrutti.
Il titolo, sviluppato da Wild Forest Studio e pubblicato da Curve Games, è disponibile solo su Pc, via Steam. Di seguito il trailer di lancio ufficiale. Buona visione.
SU DRAGON SHELTER
Il nostro compito è rimettere in piedi la proprietà del nonno, coltivare la terra e accogliere compagni decisamente insoliti: draghi con cui instaurare un rapporto di fiducia, capaci di aiutarci nelle attività quotidiane. Sullo sfondo c’è un obiettivo più ampio, ricostruire il legame perduto tra esseri umani e creature magiche. La gestione della fattoria comprende coltivazioni, raccolta di risorse e produzione di beni. I materiali ottenuti trovano impiego nella cucina, nell’artigianato, nell’alchimia e nel commercio. Preparare piatti è una parte centrale dell’esperienza: le ricette permettono di utilizzare i raccolti, rafforzare i rapporti con i vicini e aprire nuove opportunità. Il lavoro nei campi si collega così alla vita della comunità, dando ai prodotti della fattoria un’utilità che va oltre la semplice vendita.
I draghi partecipano a questa routine come compagni da accudire e collaboratori. Ciascuno possiede caratteristiche e poteri particolari, da impiegare nella fattoria e durante l’avventura. Prendersi cura di loro e dedicare tempo al gioco contribuisce alla relazione, mentre la loro magia può aiutare anche gli abitanti della città. La crescita del rifugio procede quindi insieme ai legami che costruiamo con le creature ospitate. Gli approfondimenti degli sviluppatori presentano quattro draghi legati ad acqua, fuoco, terra ed elettricità. Oltre alle capacità elementali, i compagni possono scavare, piantare, trasportare materiali, tagliare e collaborare in cucina. Il drago elettrico, per esempio, rende fertile il terreno e consente di coltivare prodotti particolari, come carote di cristallo e funghi saggi.
Sono dettagli che inseriscono la componente fantasy direttamente nel lavoro agricolo e nella produzione delle risorse. L’avventura si estende anche alla città vicina, dove possiamo conoscere gli abitanti e le loro storie, aiutandoli a ritrovare il senso di comunità. Fuori dalla fattoria ci attendono biomi magici, creature curiose e segreti da scoprire. Esplorazione, cura dei draghi e rapporti con i vicini accompagnano dunque la ricostruzione della proprietà: il rifugio diventa il centro di un percorso che coinvolge sia la terra abbandonata sia le persone che la abitano.