Active Matter, quando l’extraction shooter diventa horror, recensione

Le linee temporali del multiverso stanno collassando una dopo l'altra e noi non saremo gli unici a voler sopravvivere...

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Non ci è voluto molto perché Active Matter ci catturasse con il suo trailer: realtà parallele, entità terrificanti e uno shooting intenso accompagnato dai Bring Me The Horizon con Can You Feel My Heart. Scelta azzeccata, considerando i momenti di caos, panico (e talvolta rabbia) che abbiamo vissuto giocando questo originale extraction shooter.

Una variante del “raccogli quanto possibile ed estrai” che propone qualcosa di particolarmente ispirato, in un momento in cui questo genere videoludico sembra andare piuttosto di moda. Dietro lo sviluppo di questo PvPvE/PvE a estrazione troviamo Matter Team, studio interno composto da sviluppatori esperti, tra cui veterani di Darkflow Software che hanno lavorato a Enlisted e CRSED: Cuisine Royale.

Se il nome dell’editore Gaijin Entertainment non vi è nuovo, è perché sotto la sua ala troviamo noti titoli multiplayer come War Thunder, il già citato Enlisted e altri progetti, tra cui Star Wrath. Quest’altro titolo però presenta la formula buy-to-play: scopriamo dunque cosa offre Active Matter con la recensione della versione Pc. Ricordiamo che il gioco, pubblicato appunto da Gaijin Entertainment, è disponibile anche su PS5 e Xbox Series X/S. Buona lettura.

QUI NON CI SARÀ LOKI A SALVARE IL MULTIVERSO…

La tua realtà è stata annientata, la tua linea temporale distrutta. La tua unica scelta ormai è andartene, e l’unica strada possibile passa da un fantascientifico e insolito monolito. Un ponte fra le realtà, una porta verso altre dimensioni, altri universi, tutti interconnessi in infinite direzioni. Dopo aver osservato una frazione della vastità del multiverso nell’introduzione, riusciremo finalmente ad aprire una porta sulla migliore linea temporale che potesse capitarci…

Un complesso protetto, una sorta di bunker governativo segreto in cui è attivo un progetto per salvare il multiverso attraverso la replica di corpi militari da spedire in varie realtà. Questa sarà la premessa di Active Matter: i dettagli li lasceremo scoprire a voi. Nonostante tutto, non saremo comunque al sicuro: anche questa linea temporale sta decadendo e dovremo fare di tutto per armonizzarla. Spedizioni, investigazioni, raccolta di materiali, purificazioni e altro, con il solo fine di proteggere questa realtà e salvare le restanti.

I “Body Sleeves”, in altre parole gli involucri

Dalla nostra base avremo accesso al monolite e da qui potremo selezionare quale linea temporale visitare. Ogni scenario, a rotazione fra quelli disponibili, avrà un proprio timer prima dell’annientamento. Proprio come nella serie televisiva Loki, arriveremo in realtà prossime al collasso e dovremo eseguire diverse missioni selezionate casualmente.

Tutto quello che verrà lasciato indietro sarà perduto, come ci si aspetterebbe da un extraction shooter. Ma il fattore “linea temporale annientata” dà all’esperienza un valore aggiunto coerente. Non solo livelli che si resettano come in un videogioco, ma vere e proprie realtà estinte: una base estremamente solida per dare senso ai nostri scopi e non dare nulla per scontato… Ottima base, Active Matter.

L’IMPORTANZA DELLA PIANIFICAZIONE

Preparazione

Dopo una scelta fra quattro involucri iniziali con statistiche uniche, saremo chiamati più volte a tenere conto di tutti gli strumenti forniti da Active Matter. Un’armeria con cui gestire equipaggiamento, armi, munizioni, modifiche e armature. A seguire uno shop da cui acquistare il necessario, un riciclatore per convertire gli oggetti in materiali utilizzabili e un replicatore da sfruttare attraverso i blueprint.

Ci sarà una sezione dedicata al deposito e un’altra alle mutazioni equipaggiabili dagli involucri, che miglioreranno diversi aspetti del soldato: dalla resistenza alla percezione, fino alla forza combattiva. Per quanto inizialmente possa sembrare una quantità enorme di informazioni, non ci vorrà molto per rendere il tutto familiare. Questo anche grazie all’interfaccia, che evidenzia ciò di cui abbiamo bisogno e offre svariate opzioni per ogni oggetto, in modo da avere tutte le scelte a portata di mano.

Devo “solo” estrarmi

La sopravvivenza richiederà la massima attenzione in Active Matter, perché i raid saranno sempre un trauma se non partiremo attentamente preparati. Da qui una gestione dell’inventario pre-partita che ricorda quanto visto nella modalità a estrazione di titoli come Delta Force, con il peso di ogni singolo oggetto da considerare e lo spazio da riempire in modo selettivo.

La scelta dei raid comprenderà mappe di varia dimensione e durata, con eventi, missioni e nemici distribuiti casualmente a ogni incursione. Potremo affrontare raid PvE da soli o con altri due amici, oppure avventurarci nel PvPvE, con l’aggiunta di giocatori umani dalle intenzioni sconosciute, come in ARC Raiders. Collaborare o meno potrà essere deciso tramite chat vocale di prossimità o, per chi è sprovvisto di microfono, attraverso una selezione di comandi vocali e gesti tattici. A vostro rischio e pericolo…

DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS

Finché ho colpi in canna tutto ok…

C’è da dire che Active Matter saprà terrorizzarvi più e più volte in modo efficace. L’ansia di perdere i progressi e l’equipaggiamento viene schiacciata da un senso di impotenza che ci farà sentire insignificanti in un ambiente terribilmente ostile… Non solo mostri di varia natura provenienti da altre dimensioni, ognuno con i propri pattern di attacco, ma anche pericoli ambientali come mine vaganti, anomalie esplosive, nidi infestati e molto peggio.

Ragni interdimensionali, soldati armati corrotti, esseri invisibili, creature mutate, mostri mimetizzati nella natura, divoratori volanti come “torrette” anomale e, fra le presenze più ansiogene, le statue. Queste, insieme ai manichini, ci hanno letteralmente messo in fuga a ogni occasione. Cosa c’è di peggio di manichini immortali che ti inseguono solo quando non li guardi, come in Shadows of Rose, il DLC di Resident Evil Village? E in un extraction shooter a tempo, tenerli d’occhio mentre siamo impegnati a cercare nei cassetti non è proprio il massimo…

Non pronto…

Occasionalmente, in Active Matter, potremo anche trovare portali verso altri luoghi o sezioni dove la gravità sarà distorta e il pavimento magnetico ci permetterà di raggiungere zone meno in vista. Ogni scelta dovrà comunque essere ponderata. Una volta esauriti i colpi, ad esempio, dovremo rifornire manualmente i caricatori, proiettile dopo proiettile. Anche i medikit richiederanno attenzione alle scorte.

La scelta migliore sarà portarsi più caricatori e riempire quelli vuoti mentre avremo aperta la finestra del loot, o durante gli spostamenti verso la prossima area. Rimanere a secco sotto attacco sarà un incubo. Per questo ci siamo sempre portati dietro uno shotgun, più pratico e adatto a tutto. Queste meccaniche manuali le abbiamo trovate appaganti ma anche ansiogene: contribuiscono al realismo generale, con un grande senso di abbandono a noi stessi…

ANCHE LE CASSE SONO ESPLOSE…

Ammo-check apprezzato

Lo shooting poggia su una base prevalentemente simulativa. Rinculo importante, gestione delle ottiche, dei colpi nel caricatore e degli accessori. Gli spostamenti di base sono medio-lenti, ma è possibile scattare aumentando sensibilmente la velocità, anche mentre si ricarica. Dovremo tuttavia tenere conto del battito cardiaco e delle condizioni del corpo e dei suoi arti.

Le ferite alla testa renderanno difficile mettere a fuoco, quelle alle gambe ci impediranno di correre senza farci male e quelle alle braccia renderanno instabile e dolorosa la mira. Dovremo curare tutto il corpo o le singole parti, pazientando prima di ripristinare la salute al 100% senza postumi invalidanti. È un bene che Active Matter ci permetta di tornare in salute senza malus permanenti, vista la pericolosità generale e i continui imprevisti che possono mettere in difficoltà anche i giocatori più attenti.

Pericoli a 360°

A fare da contorno agli scenari post-apocalittici con gravità alterata ci penseranno anche il comparto visivo e quello audio, entrambi meritevoli. Graficamente Active Matter offre ambienti tanto quieti quanto stressanti, con zone urbane quasi spettrali alternate a lussureggianti foreste attraversate da fitti raggi solari. La colonna sonora, fra le altre cose, vanta la partecipazione di Akira Yamaoka, il compositore noto per la saga di Silent Hill, mentre gli effetti audio risultano, in una parola, potenti.

Dalle risate di piccole creature al crepitio di un mostro udibile attraverso un muro, fino alle sonorità “gravitazionali” e alle urla di alcuni esseri. Lo sfrigolio di certe entità elettriche, o persino il suono di “magnetismo” che accompagna i passi sui pavimenti antigravitazionali, sono assuefazione pura. Così come gli stessi salti nel monolite. Immersione ai massimi livelli e jumpscare più che assicurati. Stessa qualità per armi, spari, bossoli caduti e dettagli minori.

UNA REALTÀ SOLO PER NOI…

Le partite versus

Concludiamo parlando del lato tecnico di Active Matter, partendo da un comparto opzioni ricco di impostazioni di accessibilità e personalizzazioni di ogni tipo. Con la qualità grafica impostata su alta abbiamo goduto di una fluidità generalmente costante. Tuttavia il gioco sembra faticare quando la visuale passa all’interno di mirini con un certo ingrandimento e in altre sporadiche occasioni. Questo nonostante un contatore che, durante la nostra prova, indicava generalmente fra 70 e 90 fps, anche nei momenti meno fluidi.

Alcuni movimenti, come gli scavalcamenti, potrebbero inoltre migliorare. Alcune armi, invece, hanno un rinculo così potente che si fatica a capire a cosa si sta sparando, portandoci spesso a preferire la mira a occhio. Il PvP è risultato incisivo nelle modalità di controllo e cattura degli obiettivi su linee temporali in decadimento. Qui potremo acquistare armi con la valuta ottenuta durante la partita, in modo simile alle competitive di Counter-Strike.

Peccato solo che nel PvP di Active Matter si finisca spesso per fare o ricevere fuoco amico, su mappe con gravità alterata e spesso in penombra. La distinzione fra i soldati delle due squadre è affidata a una fascia di tessuto blu o rossa, difficile da riconoscere a una certa distanza. Abbiamo sbagliato spesso anche noi. Serve indubbiamente un maggiore risalto su questo fronte. Le ricompense del PvP, con missioni dedicate, andranno inoltre ad aggiungersi alla nostra progressione.

Prima di raggiungere l’endgame dovremo infine sbloccare tutti i livelli del monolite, completando svariate missioni e obiettivi. A quel punto potremo decidere di creare una nuova linea temporale personale, rinunciando a parte dei progressi e dell’equipaggiamento in cambio di ricompense permanenti. Gli sviluppatori hanno parlato di un viaggio in continua evoluzione e abbiamo già visto eventi a tempo e numerose correzioni. Chissà dove arriveremo… Per ora, si tratta di un’esperienza assolutamente consigliata.

Ogni singolo oggetto può essere usato per personalizzare la base

DA AVERE SENZA RISERVE

Active Matter è una variante del tipico genere degli extraction shooter che porta l’esperienza su un piano esistenziale molto più elevato rispetto ai suoi simili. L’esperimento di Matter Team punta a un realismo tattico non eccessivo, ma comunque attento ai dettagli, e questo ci piace. Pianificazione, riflessi pronti e istinto di sopravvivenza sapranno farci vivere un terrore continuo, rendendoci quasi insignificanti là dove la realtà è solo una linea che si sta sgretolando. E’ un gioco ricco di contenuti e in grado di sviluppare una certa dipendenza, anche nella sua sezione PvP spartana ma emozionante.

Un degno extraction shooter che si distingue con carattere e coraggio, che merita più di una possibilità. Al netto di qualche arrancamento sul fronte della stabilità e di piccole migliorie da implementare qui e là, l’esperienza risulta originale e valida. Gli sviluppatori promettono di seguirla e ampliarla, come già sta succedendo, ma al momento è già un acquisto capace di regalare tante ore di terrore e divertimento, da soli e in co-op.

Pregi

Il pretesto narrativo delle linee temporali porta a un nuovo livello di appagamento il contesto dell’extraction shooter. Gameplay simulativo improntato sulla pianificazione, in un mondo estremamente pericoloso e capace di farci sentire insignificanti. Comparto sonoro esplosivo e curato nei minimi dettagli. Grande senso di immersione. Contenuti vari, validi e longevi.

Difetti

Comparto tecnico generalmente fluido, ma ancora da ottimizzare durante la mira attraverso alcune ottiche e in pochi altri momenti. Il rinculo di alcune armi rende difficile mantenere l'obiettivo nel mirino. Il PvP merita, ma richiede una distinzione più evidente fra i soldati delle due squadre.

Voto

8