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Goldilock One: The Mists of Jakaira, il richiamo di Nebegarde, anteprima

Un ARPG survival che ci getta in una prigione a cielo aperto tra misteri, pericoli e scelte da affrontare

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Goldilock One: The Mists of Jakaira è un ARPG survivalistico di stampo soulslike, che punta su worldbuilding, combattimento metodici e una narrativa frammentata. Shed of Ideas, piccola software house indipendente con sede a São Mateus (in Brasile ndr), mette sul piatto un’ambientazione ambiziosa e alcune idee interessanti, ma anche diversi limiti tecnici e strutturali che, allo stato attuale, incidono in modo sensibile sull’esperienza.ù

Scopriamone di più in questa anteprima di Goldilock One: The Mists of Jakaira, curata dal nostro Simone Mafara. Ricordiamo che il gioco, pubblicato dallo stesso team di sviluppo, è disponibile in accesso anticipato solo su Pc, via Steam. Buona lettura.

IDEALI, ESILIO E MEMORIA PERDUTA IN UN MONDO OSTILE

Goldilock One: The Mists of Jakaira è ambientato a Durmot, un regno in cui i guerrieri vengono addestrati per diventare Giganti, eroi celebrati dal popolo. Sullo sfondo sembra muoversi una forma di governo autoritaria, l’Anello Reale, che reprime duramente qualsiasi forma di dissenso. Il protagonista, Urian, è un Gigante che a un certo punto decide di “difendere i propri ideali”. Un atto definito coraggioso ma sciocco, che gli costa l’esilio nella terra gelida di Nebegarde. Qui, tra criminali, pericoli e una forte presenza dei Cristalli Nskita (risorsa energetica fondamentale per il mondo di gioco), Urian si risveglia privo di memoria.

L’avventura ci conduce poi nel villaggio di Tenondé, dove Urian viene aiutato da Ayana, un’infermiera, e Severino, il fabbro locale. Nessuno però offre il proprio aiuto gratuitamente: ogni favore richiede qualcosa in cambio, rafforzando l’idea di un mondo ostile e opportunista. L’ambientazione è uno degli elementi più interessanti. Un mix di medioevo, suggestioni norrene e tecnologia fantascientifica, con strutture futuristiche che convivono con villaggi e armamenti più tradizionali. Purtroppo, allo stato attuale, la narrazione risulta ancora poco chiara e frammentaria, lasciando molte informazioni solo accennate.

FONDAMENTA INTERESSANTI, MA UN RITMO CHE NON DECOLLA

Goldilock One: The Mists of Jakaira

Sul fronte del gameplay emergono alcune idee interessanti. Il sistema di combattimento include stamina, schivate limitate a tre utilizzi consecutivi, danni elementali e status alterati come veleno o congelamento. È presente anche un sistema di affinità o fiducia con gli NPC, che sembra legato alla possibilità di reclutare e controllare altri personaggi.

Il combattimento, pur funzionando a livello meccanico, risulta piuttosto lento e poco incisivo. I colpi, sia inflitti che subiti, mancano di feedback e peso. Interessante invece la presenza di un’arena simulata nel villaggio, utile per affrontare ondate infinite di nemici e prendere confidenza con il sistema di combattimento. Il sistema di progressione è classico, con livellamento tramite punti statistica e abilità che si sbloccano recuperando gradualmente la memoria di Urian.

Tuttavia l’inizio risulta sorprendentemente lento per un soulslike: invece di scontri immediati, il giocatore viene impegnato in quest molto pratiche, come ripristinare la corrente elettrica o recuperare oggetti. La difficoltà iniziale appare inoltre piuttosto elevata, con scontri impegnativi già dalle prime missioni, che costringono a un approccio estremamente cauto. Alcuni aspetti dell’interfaccia, come la gestione del lock sui nemici, risultano oltretutto poco chiari e decisamente migliorabili.

AMBIZIONE FRENATA (PER ORA) DALLA TECNICA

Goldilock One: The Mists of Jakaira

Dal punto di vista visivo, allo stato attuale Goldilock One: The Mists of Jakaira mostra evidenti limiti. Il filmato animato iniziale, in stile cartone animato, appare poco fluido, sfocato e con disegni molto semplici, dando l’impressione di una produzione ancora acerba.

Il gioco vero e proprio presenta inoltre una grafica piuttosto datata, paragonabile a una produzione di era PS3, con contorni dei personaggi che vibrano e un HUD estremamente basilare. L’impatto visivo, nel complesso, non riesce a valorizzare le buone idee messe in campo sul fronte dell’ambientazione. Il comparto audio è poi uno degli aspetti più problematici della produzione.

Goldilock One: The Mists of Jakaira

I dialoghi sono affidati a un sintetizzatore vocale, con risultati spesso involontariamente comici, che spezzano qualsiasi tentativo di immersione narrativa. Anche gli effetti sonori risultano discontinui: alcuni colpi ricordano in modo fin troppo evidente i suoni presi da altri contesti videoludici, mentre la colonna sonora resta piuttosto anonima, senza brani capaci di emergere o caratterizzare le situazioni di gioco.

Gli effetti, nel complesso, svolgono il loro compito ma senza particolare personalità. Concludendo possiamo inoltre affermare che al momento il titolo mostra problemi di ottimizzazione, con framerate instabile anche su configurazioni di fascia medio-alta, segno che il lavoro sul fronte delle prestazioni è ancora lontano dall’essere concluso.

Goldilock One: The Mists of Jakaira

PROMESSA DA MANTENERE

Goldilock One: The Mists of Jakaira è un titolo che al momento lascia sensazioni contrastanti. Da un lato c’è un mondo con buone idee, un’ambientazione interessante e un sistema di gioco che, sulla carta, ha del potenziale concreto. Dall’altro emergono limiti tecnici evidenti, una presentazione acerba e un comparto audio che compromette seriamente l’immersione. Quello di Shed of Ideas è un progetto che ha bisogno di tempo, rifinitura e scelte più chiare sul piano narrativo e tecnico. Le basi ci sono, per cui confidiamo nel fatto che lo sviluppo futuro riesca a valorizzare le intuizioni mostrate finora.

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