Quando il tuo lavoro su uno dei titoli “Valve-targati” più famosi di sempre ottiene vari riconoscimenti oltre all’approvazione dello stesso Gabe Newell, sai già di essere sulla buona strada… Crowbar Collective infatti è la numerosa ciurma di stanza a New York di gamer appassionati, sviluppatori e modders che negli anni sono cresciuti fino a diventare il rinomato studio di sviluppo che oggi rappresentano.
Il tutto avendo alle spalle un solo titolo, Black Mesa, cioè il rifacimento del celebre Half Life. Questo è senza ombra di dubbio uno dei motivi per cui il debutto di Rogue Point non è passato inosservato, al di là dell’idea alla base di questo progetto. Si tratta di uno sparatutto in prima persona a estrazione e di stampo tattico, incentrato sulla cooperazione.
Controllate i caricatori, indossate il giubbotto antiproiettile e seguiteci in questa anteprima di Rogue Point. Ricordiamo che il gioco, pubblicato da Team17, è disponibile in accesso anticipato solo su Pc, via Steam. Buona lettura.
PIANIFICARE, ARMARSI, AGIRE
Già allo stato attuale Rogue Point si presenta come un interessante sparatutto in prima persona co-op con elementi essenziali, tipici di generazioni di FPS dove l’unico obiettivo era giocare. Niente trama: giusto un tutorial comprendente quasi tutte le funzioni di gameplay e la possibilità di lanciarsi subito in missione. La scelta è quella di creare una campagna come host, oppure unirsi a una già disponibile, anche con un codice privato. L’opzione per visualizzare la lista delle partite disponibili invece non è ancora disponibile.
L’esperienza single player sarà comunque appagante fin da subito. Questo grazie a un gameplay ad obiettivi che definiremmo simili ad un percorso a strade multiple tipico di molti roguelike/lite (ricordate le tappe di Everspace?). Diverse missioni, e diverse scelte di percorso. Potremo comunque analizzare difficoltà, ricompense e obiettivi necessari (in modo generico) prima di scegliere…

Rogue Point ci darà la possibilità di organizzarci “a tavolino” con i nostri compagni su una mappa strategica, come un briefing pre-missione, ma “nostro”. In alcuni casi le posizioni-obiettivo saranno indicative (o multiple) e in altri il tempo sarà contro di noi (almeno nei livelli più ardui). Grazie a questa pianificazione potremo tracciare linee, mettere postille (che appariranno nella bussola in partita) e organizzarci sul da farsi.
Una meccanica, oltre che per nulla comune, anche appagante nella sua semplicità. Una volta conclusi gli ultimi preparativi e dopo aver visionato l’equipaggiamento (decisamente modesto per bocche da fuoco, skin, vestiario e modifiche arma) si parte. Controlli alla mano il titolo dimostra quanto promette e lo fa con una riconoscibile passione per i dettagli, oltre che con una certa, leggera ironia di contorno. Che sia per messaggi nascosti, esclamazioni nemiche dopo aver subito colpi o il conteggio con le dita prima di una detonazione.
ROGUE COME LITE

Abbiamo apprezzato la stratificazione delle missioni in Rogue Point, considerando che queste cambieranno di continuio (24 tipi di missioni in 4 mappe) senza darci mai l’impressione di star facendo le stesse cose. Se poi aggiungiamo meccaniche ad estrazione come trovare file nascosti, uccidere tutti, hackerare e trovare porte e passaggi segreti, beh… Ogni azione inoltre comporta una ricompensa in denaro, utile per comprare nuove armi, armature ed equipaggiamento, tutti fondamentali per progredire.
Morire equivale a perdere 1 delle 3 vite, ma riuscire a completare un’estrazione significa anche mantenere quanto ottenuto, giubbotto antiproiettile danneggiato incluso. Le skin, i cosmetici per il vestiario e gli accessori arma sbloccati usandole invece saranno permanenti. Scelte “da manuale” inmancabili, che ampliano il gameplay solo giocando, a prescindere dall’esito della partita.

Possiamo infine parlarvi delle nostre sensazioni a livello di gunplay in quel di Rogue Point. La velocità di movimento è bilanciata come uno dei tanti simulatori tattici attualmente sul mercato. Il rinculo delle armi è intenso e lo shooting grezzo, ma autentico. Decisamente appagante anche nella sua caoticità. Sia per la diversa pesantezza percepita da ogni sparo, sia per le ricariche manuali a fine caricatore. In una parola, divertente.
Interessanti i comportamenti nemici, scaltri e cauti, ma anche aggressivi in base alle loro armi o corazze. C’è però un problema…Ogni oggetto fisico o riparo ha uno spessore “a vuoto” oltre al modello fisico di diversi centimetri. In contesti come questo, in cui avere dei ripari sparando fra noi e i nemici è decisivo, trovarsi a mancare i colpi perché impattavano sull’ambiente è stato frustrante. Peggio nei tiri di precisione fra le fessure o in quelli a tiri a distanza… Hitbox nemiche sorprendentemente perfette invece. Per il resto, tolto qualche calo di framerate in situazioni caotiche, l’opera di Crowbar Collective sembra già molto valida.

MOLTO PROMETTENTE
Rogue Point ci ha dimostrato che piccole idee ben strutturate fra loro in uno sparatutto a estrazione cooperativo possono essere vincenti e mai stancanti. Diverse meccaniche intriganti incontrano uno shooting tattico, grezzo, intenso e simulativo il giusto, che riesce a divertire “proprio come si faceva una volta”. Serve solo una certa rifinitura nelle hitbox ambientali, troppo spesse oltre il modello e che assorbono più proiettili di quanto dovrebbero, favorendo i nemici e rovinando in parte il gameplay simil-tattico fatto di colpi precisi e ripari. Diamogli del tempo. La passione è palpabile e la bravura di Crowbar Collective indiscutibile. Per ora, in ogni caso, è già un valido acquisto in grado di regalare ore di longevità e divertimento non facilmente quantificabili.