Supplice, la nostra anteprima

Se la nostalgia inizia a calciare forte, una trivella potrà fare al caso vostro... Si torna negli anni '90!

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Eccoci oggi a parlare nuovamente dei cari vecchi anni ’90, dove ogni titolo rilasciato presagiva una nuova scoperta. Dunque come non ispirarsi proprio ai capostipiti di quella generazione, nell’atto di realizzare (in questo caso) un fps vecchia scuola? Supplice infatti nasce proprio dalla passione per Doom (1993) di uno sviluppatore, Brett Harrell.

Leader di una piccola software house indipendente, Mekworx, che sta lavorando per l’appunto su questo sparatutto Doom-like. Vediamo quindi cosa c’è in ballo in questa anteprima di Supplice. Ricordiamo che il gioco, pubblicato da Hyperstrange, è attualmente disponibile in accesso anticipato su Pc, via Steam. Buona lettura.

UNA TRIVELLA AL GIORNO TOGLIE… LA VITA DI TORNO

Durante le nostre prime ore su Supplice abbiamo potuto scoprire i primi dettagli sulla storia. Un sito di estrazione mineraria viene attaccato da misteriose entità robo-umanoidi, che neanche a dirlo dovremo affrontare. Noi infatti saremo i prescelti chiamati a farsi strada fra le budella nemiche, usando non solo delle “classiche” armi ma anche una peculiare trivella rotante. Ovviamente non mancheranno gli evergreen del genere, quali fucili a canne mozze, mitragliatrice e varie bocche da fuoco.

Al momento vi sono due livelli disponibili, dove comunque abbiamo potuto sperimentare a fondo le meccaniche di gioco. Nel primo di essi abbiamo familiarizzato con la trivella, in grado di colpire anche a distanza grazie a delle potenti onde d’urto. Nel secondo invece ci siamo scatenati in scenari aperti, pieni di nemici furiosi da abbattere sparando all’impazzata con le nostre armi. Stesse sensazioni “dei tempi andati” ma in versione moderna, come il divertimento.

Big daddy?

Lo stile Doom-like che l’opera di Mekworx ricerca dichiaratamente risulta ben marcato, anche se ci porterà in una “dimensione” effettivamente più moderna sotto alcuni punti di vista. Per esempio la grafica delle armi è composta da una pixel art molto fine e dettagliata, di grande impatto. La colonna sonora invece, composta da sonorità parecchio “attuali”, si scatenerà con rockeggianti chitarre elettriche che accompagneranno i nostri massacri.

In generale il gameplay è esattamente come uno se lo aspetterebbe, con veloci e stabili “pattinate” nelle varie direzioni. I salti invece, proprio come negli fps di un tempo, si comporranno di corse a tutta velocità sopra piattaforme separate, da raggiungere prima della caduta. Non mancheranno le salutari (letteralmente) pozioni rosse, le munizioni sparse, le armature e dei divertenti segreti nascosti. Insomma, un pacchetto completo per gli amanti del genere.

NESSUNA DAISY È STATA MALTRATTATA

Hud in pieno stile 90s

Sul fronte grafico e in generale tecnico Supplice si difende ottimamente. Il design degli scenari è labirintico quanto basta, proprio come una volta (ma in  maniera meno frustrante). In tal senso anche la mappa sarà molto utile per non perderci. Pannelli nascosti con cui interagire, nemici ovunque e sezioni con porte e chiavi costituiranno la base di questo fps old school. Proprio i nemici inoltre risulteranno pixellati in modo più “grossolano” rispetto alle armi, ma sapranno ugualmente sorprenderci per estetica e aggressività.

A far parte dello spettacolo troveremo attacchi a sorpresa, apertura di muri segreti, rapidi scatti e tutto ciò che potrà farci passare in un istante da “vivo” a “morto”. Tecnicamente solido, il titolo di Mekworx scorre fluido ma compatto, con un gunplay equilibrato. Per equilibrato intendiamo ovviamente almeno dieci contro uno, giusto per dare una possibilità ai nemici. Variegati e soprattutto letali; una degna sfida in sostanza.

Le armi hanno tutte una funzione secondaria

In conclusione, a dispetto della fase di accesso anticipato l’esperienza di è sembrata già molto curata, anche nei dettagli. Certo, trattandosi di un titolo comunque moderno abbiamo anche provato a “trivellare” in giro nella speranza di riscontrare un qualche segno di distruttibilità ambientale, senza tuttavia ottenere nessuno dei risultati sperati.

A richiedere l’attenzione del giocatore sarà inoltre il sistema di salvataggio di Supplice. La mancanza di salvataggi automatici appare coerente con gli fps di una volta, ma dopo decine di minuti passati tra collezionabili e massacri, ripetere un percorso dall’inizio potrebbe nuocere alla salute. In primis alla nostra. Che dire, non vediamo l’ora di sperimentare la futura versione completa del titolo.

Affascinante a modo suo

PRATICAMENTE GIÀ PRONTO

Generalmente la differenza fra un gioco completo e uno in accesso anticipato è fisiologicamente palpabile… Ma non in questo caso. Pur essendo ancora work in progress infatti Supplice offre già una sfida degna del mostro sacro a cui si ispira. Oltretutto l’opera di Mekworx è graficamente piacevole, con una pixel art “tassellata” in modo fine, a metà fra moderno e classico. Stesso dicasi per le meccaniche ben congegnate e realizzate in mezzo a una buona varietà di zone, colori, nemici e armi. In attesa della futura release della versione 1.0, i nostalgici dei bei vecchi tempi andati possono già trovare pane per i loro denti.