Dust & Neon, la nostra recensione

Lì dove le macchie d'olio sporcano le polverose terre del (nuovo) West, un'apocalisse robotica attende all'orizzonte

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Oggi affronteremo qualcosa di non così comune nell’ambito dei roguelite. Parliamo di Dust & Neon, un frenetico e ruolistico twin stick shooter d’azione, ambientato in un Far West post-apocalittico invaso da robot pistoleri. Scenari desertici e insegne al neon non risulteranno certo originali di per sé, ma anticipiamo il fatto che da questa produzione rilasciata un po’ in sordina è comunque scaturito qualcosa di peculiare. Ve ne parleremo fra poco; intanto indossate la fondina e state pronti a estrarre l’arma…

Dietro lo sviluppo troviamo una piccola software house indipendente svedese, David Marquardt Studios, che ha quindi realizzato un titolo capace di metterci veramente alla prova. Mentre prendiamo fiato e ricarichiamo la nostra revolver, vi rimandiamo alla nostra recensione della versione Pc di Dust & Neon. Ricordiamo che il gioco, pubblicato da Rogue Games, è disponibile anche su Switch. Mentre una versione per PS5 e Xbox Series X/S risulta in lavorazione, per quanto la data di uscita sia ancora ignota. Buona lettura.

IL  BUONO, IL BRUTTO E IL ROBOTICO

In quel di Dust & Neon uno scienziato pazzo ci darà la vita dopo innumerevoli tentativi (e altrettanti corpi) falliti. Finalmente la sua più desiderata creazione è riuscita: un pistolero robot assetato di vendetta. “Dunque vai, e dimostra a tutti di cosa sono capace” sarà ciò che ci verrà detto prima di lanciarci al massacro in un West poco “Far” e non così tanto al neon. Attraversando “l’insediamento” base, potremo scegliere gli equipaggiamenti e i bonus iniziali, per poi teletrasportarci in una delle missioni selezionabili dal tabellone di viaggio.

Inizialmente avremo compiti piuttosto simili fra loro, e la varietà non sarà propriamente di casa. Ma con un po’ di pazienza i contenuti non tarderanno ad arrivare, pur non stravolgendo in modo troppo accentuato il mondo di gioco. A differenza di altri roguelite infatti qui la progressione sarà più “lineare”, con livelli a scelta da completare uno dopo l’altro. Fermo restando che la morte sarà inevitabile, presto o tardi. Lì dove potrebbero non riuscire i numerosi nonchè aggressivi nemici, ci penseranno i potenti boss di fine livello a darci il colpo di grazia.

Sistema di coperture automatico

Assalto al treno, missioni di “pulizia”, sabotaggio base o caccia e distruggi saranno alcune delle missioni che ci verranno proposte in Dust & Neon. Completando un livello porteremo a casa le ricompense ottenute come banconote (utili per l’acquisto di armi e potenziamenti) e nuclei (per potenziare la base i suoi servizi), oltre a far nostre le migliori armi rinvenute. Non a caso prima di partire per una missione avremo sempre una scelta di “ferri” base, con statistiche mediocri da poter scegliere.

Tale selezione però potrà essere migliorata con i suddetti nuclei. Nella città fuori dal laboratorio invece potremo man mano sbloccare dei “mercanti”. I negozio di armi, il “pub” per incrementi bonus e un venditore di chip di potenziamento. Completando i livelli potremo anche livellare, sbloccando così dei punti da spendere nell’albero delle skill. In quest’ultimo sarà principalmente possibile aumentare varie statistiche come salute, rapidità nelle schivate, probabilità di colpi critici, munizioni massime, precisione e altro.

IL DITO PIÙ VELOCE DEL WEST

Davvero remunerativi, gli assalti al treno

Dust & Neon non griderà certo all’originalità con il suo generico set-up Far West industriale futuristico (se non per qualche insegna luminosa). Questione diversa invece nel gameplay, che offrirà un peculiare quanto originale metodo di ricarica. Una piccolezza che però conferirà tutt’altro spessore a un gameplay altrimenti del tutto standard fatto di rotolate, coperture e sparatorie. In questo caso correre in giro sarà spesso sconsigliato, mentre sarà più efficace un approccio più cauto e strategico, di riparo in riparo, mirando e sparando.

Le armi generate casualmente avranno fra loro una varietà di circa duemila esemplari tra revolver, fucili a canne mozze e fucili da cecchino. Con noi potremo portare un’arma per tipo, e saranno tutte ricaricabili in modo unico, infilando ad ogni click singoli proiettili nel tamburo (o caricatore di turno) che apparirà in sovraimpressione. Una meccanica non solo molto gradita a livello visivo ed estetico, ma anche decisamente immersiva, che ci farà sentire come veri pistoleri nell’atto di ricaricare delle armi reali. Aggiungendo anche quel tocco di “ansia da prestazione” da controllare.

Tra le lingue del gioco è presente anche l’italiano, ma abbiamo comunque optato per l’inglese originale

La progressione in Dust & Neon non sarà scandita solo dalla morte, come dicevamo in precedenza. Una volta equipaggiati con armi leggendarie sarà estremamente più semplice colpire i nemici in modo efficace. Il gameplay standard infatti non è particolarmente semplice da padroneggiare, o almeno non inizialmente. Il mirino, a differenza di altri titoli con visuale isometrica, non sarà “libero” bensì collegato in linea retta con la canna della nostra arma. La quale sarà sollecitata a dei fisici nonchè coerenti sbalzi.

Da un lato questa scelta favorirà l’immedesimazione con il realistico rinculo “a ventaglio” dei nostri ferri, dall’altro però risulterà controproducente a distanze ravvicinate. Il mirino bloccato sull’invisibile “cerchio di mira” del nostro protagonista… Da vicino impazzirà letteralmente, oscillando la mira ai bordi estremi della nostra traiettoria di mira, complicando situazioni in cui, in caso di morte, perderemo preziose armi e valuta. Vedasi il mirino in Enter The Gungeon ad esempio, nel quale rinculo e precisione dall’arma non dipendono dal mirino, che rimane fisso mentre i colpi si disperdono.

ANCHE NEL WEST VOLANO I SANTI

Sabotaggio è tra le nostre attività preferite

Abbiamo scelto di giocare Dust & Neon con tastiera e mouse, per noi più immediati e precisi rispetto ad un seppur comodo controller con levetta direzionale. Certo, premere a ripetizione il tasto di ricarica occuperà spesso il nostro indice, necessario per vitali spostamenti laterali. Ma nulla che non si potrà risolvere con un po’ d’abitudine, o con l’abilitazione della ricarica automatica nelle impostazioni. Il completamento di una delle quattro mappe del gioco dipenderà dalla nostra vittoria contro il relativo boss dell’area. Questo sarà affrontabile fino a tre volte con difficoltà crescente, prima della sconfitta definitiva.

Il roguelite di David Marquardt Studios sarà nel complesso parecchio impegnativo, anche per gli avvezzi al genere. Una sfida che però dipenderà quasi completamente dalla precisione delle armi in uso. Da parte nostra abbiamo quasi sempre deciso di puntare (con ottimi risultati) su armi più precise che potenti, considerando un gameplay in cui tempi di reazione e precisione faranno la differenza più della forza bruta. Nota di merito inoltre alla varietà delle armi in generale, per quanto le versioni “tossiche” o “elettriche” delle armi non sembrino avere effetti sul gameplay, al di là di quelli “visivi”.

Tecnicamente parlando Dust & Neon è un’ottima proposta. A prima vista potrebbe ricordare uno dei primi capitoli di Borderlands, sia per la grafica in cel-shading che per il design desertico generale (comunque non particolarmente ispirato). Neanche la colonna sonora con le sue varianti riesce a brillare autenticamente per originalitàOttimi invece gli effetti sonori, con spari, ricariche ed effetti che restituiscono sensazioni sempre realistiche.

L’opera di David Marquardt Studios è solida, seppur con qualche problemino tecnico come alcuni rari e brevissimi cali di framerate. Confusionarie invece alcune fasi di shooting da dietro le coperture. Qualche nemico infatti ha trapassato in pieno petto i nostri colpi senza subirli, forse per qualche difetto di prospettiva. Possiamo comunque ritenerci soddisfatti dell’intera produzione. Tuttavia il prezzo decisamente sopra la media per un titolo del genere (circa 30 euro ndr), che al di là di una campagna abbastanza longeva non offre granchè altro, potrebbe scoraggiare i più ad acquistarlo. Salvo dei provvidenziali saldi futuri.

“Leggendario” è il miglior modo per combattere alla pari

CONSIGLIATO AGLI APPASSIONATI

Per quanto non sia particolarmente ispirato di per sé, Dust & Neon ha saputo intrattenerci non poco, e continua a farlo. Le varie missioni a obiettivi ci hanno messo concretamente alla prova con la loro difficoltà crescente e gli impegnativi boss da sconfiggere. Siamo tornati a giocare di volta in volta sempre più motivati, anche dopo aver perduto degli ottimi equipaggiamenti in seguito a una morte. Cosa che dipenderà, neanche a dirlo, dall’abilità del giocatore.

Il gameplay è nel complesso solido e divertente, mentre a livello artistico e musicale la produzione di David Marquartd Studios non riesce proprio a decollare, risultando piuttosto anonima. Originale e immersivo risulta invece il sistema di ricarica delle armi, che però non riesce da solo a conferire un po’ di vero carattere all’opera del piccolo studio svedese. Con cui dobbiamo comunque congratularci per l’ottimo lavoro svolto, nell’atto di realizzare un titolo ad alta rigiocabilità: caratteristica imprescindibile per un roguelite che si rispetti.

Pregi

Un Far West meccanico roguelite "progressivo" fra coperture e velocità di reazione. Meccanica di ricarica originale e immersiva, che rappresenta un piccolo dettaglio dalla grande resa, ludica ed estetica. Piacevole varietà di bocche da fuoco. Sonoro degli effetti di pregio. Alta rigiocabilità.

Difetti

La carenza di carisma a livello artistico e di colonna sonora fa scadere il titolo nell'anonimato. Qualche piccolo difetto di prospettiva sparando da dietro i ripari. Contenuti abbastanza vari, ma nel complesso ripetitivi. Sistema di mira "legato". Prezzo di vendita non indifferente, per non dire eccessivo.

Voto

7+