Call of Duty: Modern Warfare 2, recensione Pc

La Task Force 141 è tornata, ma stavolta dovrà passare su una strada piena di buche

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Un nome una leggenda quella di Call of Duty: Modern Warfare 2. Non servono infatti ulteriori presentazioni per uno degli fps di punta della saga. Il celebre studio di sviluppo californiano Infinity Ward (affiancato da molteplici studi minori) ha voluto riportare in auge la saga, passando però su nuove strade. Molte le sostanziali modifiche apportate in questo reboot, sia nella campagna che nel multiplayer. Siete pronti a scoprirle?

Noi attendevamo questo ritorno con entusiasmo. Convinti del fatto che, con la sua release, avrebbe stabilito un nuovo standard qualitativo nel genere. Purtroppo però qualcosa non è andato esattamente nel verso giusto. E, almeno allo stato attuale, le nostre aspettative sono state in parte deluse. Ma ora è tempo di togliere le sicure e di affrontare Call of Duty: Modern Warfare 2 in questa recensione della versione Pc (via Battle.net).

Vi ricordiamo che il gioco, pubblicato da Activision, è disponibile anche su PS4, PS5, Xbox One e Xbox Series X/S. Buona lettura.

SEMPER FIDELIS

La campagna per singolo giocatore del capitolo originale (2009) sconvolse i giocatori di tutto il mondo, eleggendo sin da subito Call of Duty: Modern Warfare 2 come uno dei più memorabili e giocati sparatutto del pianeta. Inoltre quella stessa campagna segnò un nuovo standard di epicità nella serie. Non mancavano infatti i contenuti forti, iconici e ansiogeni. Fra tutti però, un singolo momento rimane ancora oggi impresso nei cuori e nelle menti di tutti noi. Con questo reboot avremo finalmente la nostra rivincita?

Non vi rovineremo le sorprese che vi attenderanno. Siate però consapevoli del fatto che parliamo di un cambio di direzione della saga, dal punto di vista narrativo. I contenuti presenti in questa rinnovata campagna saranno del tutto “nuovi”. Infinity Ward stavolta ha voluto puntare maggiormente su narrazione e caratterizzazione dei suoi protagonisti. Notevole lo spessore fornito alle componenti della campagna, dove il tutto è stato reso quasi al pari di un film, in stile Sicario (2015).

Cinematiche di impressionante fotorealismo

La campagna di Call of Duty: Modern Warfare 2 ci porterà ad affrontare missioni ad alto rischio in territori montuosi, desertici e “urbani”. Il tutto viene poi alternato anche con fasi più stealth e sezioni in borghese. Nelle circa 4 ore di campagna saremo impegnati nella ricerca di pericolosi missili balistici in grado di annientare intere città. Tra i nostri obiettivi ci sarà il terrorista Hassan, bersaglio da cacciare fronteggiando al contempo cartelli di droga messicani, combattimenti con organizzazioni militari e rischiose missioni sotto copertura.

Inoltre durante la storia in singolo avremo modo di approfondire i legami con alcuni protagonisti. Fra tutti “Soap” MacTavish e Simon “Ghost” Riley, che supportandosi in varie missioni svilupperanno un legame quasi fraterno. Piacevoli anche le aggiunte di “dialogo” in alcune sezioni a risposta multipla, che spezzeranno il ritmo con ironia, permettendoci al contempo di scavare più a fondo nel misterioso e sempre meno diffidente carattere di Ghost.

NIENTE RUSSO?

Troppo duri per morire

In questo Call of Duty: Modern Warfare 2 si percepirà un che di già visto, ma sarà solo un “effetto Mandela”. Difatti affronteremo missioni completamente nuove seppur con volti decisamente familiari. Seguiremo una linea di eventi alternativa, quasi come fossimo in un “What If”. L’intento di rilanciare una campagna così memorabile è stato però, almeno per noi, un passo rischioso. Più cinematografico e realistico, quello sì, ma anche meno crudo e più “per tutti”.

Tra l’altro il “recast” di alcuni volti aggiunge un piacevole realismo scenico al tutto, con recitazioni e doppiaggi in lingua nostrana di tutto rispetto. In generale comunque si sarebbe indubbiamente potuto osare di più. Dopotutto siamo sempre stati abituati a scene di guerra brutali, che qui sono state evitate. Sarebbero state scelte di pessimo gusto data l’attuale situazione globale, o si è solo scelto di tirare il freno a mano in favore dei più giovani? Non ci è dato saperlo.

Il mocap dei modelli umani è curato e favorisce una notevole immersione

A troneggiare sui contenuti sin dal menù di Call of Duty: Modern Warfare 2 saranno le modalità online. Quasi nascosta tra le file di opzioni più sotto ci sarà la campagna. Mentre a fine “pagina” troveremo emozionanti missioni co-op da 2 giocatori. I contenuti sbloccati nelle modalità storia e co-op andranno a nutrire la componente multigiocatore con qualche extra cosmetico mai di troppo. Ovviamente la punta dell’iceberg rimane come sempre il lato competitivo.

12 le mappe in partite 6 vs 6, mentre 5 saranno le mappe più grandi, che ricalcheranno lo stile di Battlefield, con competizioni da 64 giocatori in modalità non dissimili dalla famosa Conquista, qui chiamate Guerra Terrestre e Invasione. In quest’ultima saranno anche presenti soldati controllati dall’IA. Oltre alle onnipresenti modalità della serie avremo anche Knock Out e Soccorso Prigionieri. Queste due modalità senza rientri strizzeranno viceversa l’occhio a Rainbow Six Siege, con obiettivi da mettere in sicurezza e civili da soccorrere.

GIOCHI DI…PRESTIGIO

“Deathmatch a squadre, 3, 2, 1…”

Il multiplayer di Call of Duty: Modern Warfare 2 sarà a tutti gli effetti il “bue” che trainerà l’aratro dell’intera produzione. Si può dire che una volta entrati sarà veramente difficile uscirne. L’effetto “tossico” è stato però limato rispetto al passato. Il gameplay infatti si baserà su uno stile leggermente più ragionato, incentrato sulle abilità del singolo giocatore e della sua squadra. Ovviamente nulla ci impedirà di correre e sparare come matti, ma da adesso anche i più prudenti avranno gli “strumenti” giusti.

Saranno presenti cariche da irruzione, trappole elettriche, sonde portatili, microcamere, sistemi trophy e ogni diavoleria tecnologica a cui potreste pensare. Un calderone pieno di elementi presi dall’intero mondo degli sparatutto moderni, con un’ispirazione rivolta a Rainbow Six Siege. Tutti avranno modo di trovare una propria combinazione, a patto di livellare il corposo sistema di gradi/ricompense realizzato come un gratuito Battlepass. Ogni livello, grazie a questi nuovi strumenti di guerra, sarà indubbiamente stimolante.

Le skin degli operatori saranno sia ottenibili giocando che acquistabili a parte

Nota di merito va all’esagerato sistema di armeria, che renderà ogni arma da fuoco un vero e proprio parco giochi di modifiche. Forse il più completo visto finora nella serie. Ogni arma potrà essere trasformata sin dalla struttura di base, in qualcosa di più o meno convenzionale. Mitragliette con canne lunghe o fucili d’assalto “accorciati”, e viceversa. Fucili tattici a colpo singolo potenti come fucili da cecchino, infallibili carabine semiautomatiche o lente, come anche potenti mitragliatrici leggere. Tutte interamente modificabili.

Purtroppo, per quanto Call of Duty: Modern Warfare 2 abbia provato a rendere più decisive le abilità, ci ritroveremo comunque puntate contro diverse armi “illegali”. Le quali accorceranno il già bassissimo time-to-kill del titolo. Fucili a corto raggio da “un colpo un morto” e mitragliette fin troppo potenti saranno spesso abusate, relegando altre armi più equilibrate in un limbo per soli coraggiosi. Nel gameplay invece la formula è rimasta in generale la stessa. Il rinculo generale risulta infine più accentuato, con una una maggiore spinta sulle armi tattiche a colpo singolo.

GUERRA MODERNA, PIÙ O MENO…

Come esserci di persona

Passiamo ora alle note dolenti di Call of Duty: Modern Warfare 2. Da un lato abbiamo una grafica al limite del fotorealismo, sia nelle cinematiche che nelle varie sequenze di gioco. Dall’altro lato invece figurano disagianti ed evidenti problemi tecnici. In alcuni livelli la nostra scheda video è caduta in un autentico caleidoscopio di texture e modelli letteralmente “esplosi”. A nulla è servito riavviare o reinstallare il gioco.

Per esempio nel livello di Amsterdam siamo stati prima colti dallo stupore, e in seguito dall’incredulità. Con barche e decorazioni che offuscavano il cielo con i loro modelli “schizzati” in ogni direzione. Stesso disagio in un livello con boss, in cui abbiamo dovuto affrontare un carro armato sostanzialmente privati della vista, e al limite di un attacco epilettico. Imbarazzante e inconcepibile in una produzione di questo calibro. Abbiamo inoltre riscontrato diversi crash di gioco, sia in singolo che in multigiocatore. Molto male…

Un livello bonus nel tesseratto di Interstellar? No, è solo un carro armato.

Tolti quindi i fin troppi dettagli fuori posto di Call of Duty: Modern Warfare 2, nel complesso possiamo comunque ritenerci soddisfatti. Purtroppo però la spada di Damocle dei crash gravita, ancora oggi, sopra le nostre teste. Il multiplayer fortunatamente si è salvato un po’ di più. Abbiamo però notato varie distrazioni, come la posizione “poco realistica” di alcune appendici umane, visibili raramente da sdraiati in prossimità di ostacoli. Più comuni invece alcune prese “difettate” sulle impugnature verticali.

Un lancio non proprio dei migliori per quello che poteva essere l’ennesimo capolavoro della saga. Non sappiamo se tante distrazioni siano dovute dal lavoro congiunto di svariati studi di sviluppo, ma è fin troppo palese che c’è più di un problema, ed che il prodotto è passato sotto un controllo tecnico forse troppo sbrigativo. Ci sono davvero troppi difetti per poter chiudere un occhio. Fortunatamente l’online è così immenso da reggere in piedi l’intera produzione. Possiamo dunque accamparci sempre lì.

Un esemplare di Simon “Ghost” dagli attributi ottagonali

CONSIGLIATO AGLI APPASSIONATI

Call of Duty: Modern Warfare 2 doveva costituire un nuovo inizio per la serie, in seguito al cambiamento di direzione narrativa che ci avrebbe dovuto condurre su nuove ed emozionanti storie. In parte Infinity Ward ce l’ha fatta, aprendo quello che sembra voler diventare un universo narrativo vero e proprio. Anche se l’impegno è tangibile, si è comunque deciso di volare fin troppo basso. Con un prodotto hollywoodiano che sta iniziando a voler venire “incontro a tutti”. Sacrificando nel processo quel coraggio iconico, e talvolta crudo, che ha sempre distinto i migliori capitoli della saga dagli altri competitor.

Purtroppo, nonostante gli apprezzati miglioramenti e l’impegno generale nel rinfrescare la serie, siamo stati disorientati da una massiccia presenza di imperfezioni. Fin troppo numerose per poter passarci sopra come se niente fosse. Nel giudizio vogliamo come sempre essere il più obiettivi possibile, al di là del fatto che da un franchise come questo ci aspettiamo legittimamente il meglio. Non a caso non teniamo conto del solo multiplayer, ma dell’intera offerta proposta da Activision. Che allo stato attuale però non fa la bella figura che avrebbe potuto e dovuto fare. Confidiamo in una maggiore attenzione in futuro, certi del fatto che i miglioramenti non tarderanno ad arrivare.

Pregi

La nuova narrazione alternativa fornisce maggiore spessore ai protagonisti di questa serie. La co-op è molto più di una mera aggiunta contenutistica. Comparto multigiocatore appagante e ben strutturato. Personalizzazione dell'armamentario ai massimi livelli storici. Cinematiche e sezioni giocabili che sfiorano il fotorealismo...

Difetti

... Ma perdono di credibilità a causa degli imbarazzanti e a volte fortemente limitanti problemi tecnici. Molteplici dettagli fuori posto che non hanno ricevuto la giusta attenzione. Apprezzate le intenzioni nel portare qualcosa di nuovo, ma attenzione a non perdere la propria identità per arrivare a chiunque. Diverse armi troppo sbilanciate nel multigiocatore rovinano l'esperienza "skill-based" a cui il titolo dichiaratamente punta.

Voto

7,5