Voice of Cards: The Forsaken Maiden, recensione

A pochi mesi di distanza dal primo capitolo, torna lo jrpg ispirato ai giochi da tavolo dietro al cui sviluppo troviamo anche Yoko Taro

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Voice of Cards: The Forsaken Maiden ha recentemente debuttato su Pc e console, a pochi mesi di distanza da Voice of Cards: The Isle Dragon Roars. Capitolo precedente da cui riprende meccaniche e stile di gioco, raccontando però una storia completamente diversa (oltre che non correlata).

Anche questa volta, dietro all’interessante jrpg targato Square Enix troviamo nomi veramente importanti nel team di sviluppo. Da Yoko Taro nel ruolo di direttore creativo a Keiichi Okabe in veste di direttore musicale, fino ad arrivare al character designer, Kimihiko Fujisaka.

Andiamo quindi a scoprire Voice of Cards: The Forsaken Maiden in questa recensione della versione PS4.. Vi ricordiamo che il gioco è disponibile anche su Switch e Pc, via Steam. Buona lettura.

A VOLTE IL DESTINO É IMPREVEDIBILE

Quello che si prefigge di fare Voice of Cards: The Forsaken Maiden è raccontare una bella storia. E se dietro questa storia c’è Yoko Taro, difficilmente c’è da restare delusi. L’incipit del gioco si apre con il protagonista, un giovane e speranzoso pescatore, impegnato negli ultimi ritocchi della ristrutturazione della sua nave che presto gli permetterà di solcare i mari. Ma un incontro inaspettato cambierà tutta la sua vita.

L’incontro sarà con una tanto bella, quanto misteriosa, ragazza di nome Jeri. Quest’ultima non può parlare e non ricorda nulla del suo passato. Perciò comunicare con lei non sarà facile, ma alla fine il ragazzo vi si affezionerà e scoprirà che lei sarebbe dovuta essere la sacerdotessa dell’isola in cui abitano. Purtroppo Jeri, alla morte della madre, ha perduto misteriosamente i propri poteri ed è stata esiliata dalla gente del villaggio.

In cerca di risposte i due visiteranno un altare magico, e lì incontreranno uno spirito dalle sembianze di un pupazzo di pezza. Il simpatico spirito li guiderà nel loro viaggio per aiutare la bella ragazza a compiere il destino per cui è nata. Intraprendere questo cammino non si limiterà allo spostarsi da un’isola all’altra per recuperare i “ricettacoli delle sacerdotesse” (potenti strumenti in grado di aiutare Jeri a ritrovare la sua memoria e ad adempiere il suo compito).

Ma il viaggio avverrà anche nei reconditi meandri della psiche della ragazza, dove devastanti ferite psicologiche gravano sulla sua mente e le opprimono l’animo. Il racconto è abbastanza lineare, ma alcuni colpi di scena renderanno gradevole e appassionante lo svolgimento. Peccato però che le nostre scelte durante i dialoghi avranno solo un minimo impatto sulla trama. Il finale invece è unico, e questo costituisce un limite importante in quanto non ci invoglierà a rigiocare il titolo una volta portato a termine.

MESCOLA LE CARTE DELLA TUA VITA

Come si può intuire dal nome, Voice of Cards: The Forsaken Maiden è un titolo basato sulle carte. E durante tutte le nostre partite avremo la sensazione di avere a che fare con un gioco da tavolo. Quest’originale impostazione ci vedrà interagire continuamente con delle carte. Dovremo scoprirne per avanzare ed esplorare la mappa, oppure durante i combattimenti bisognerà scegliere che carta usare per attaccare o difenderci, per poi tirare un dado che stabilirà l’esito dell’azione.

Utilizzando questo escamotage narrativo ci verranno presentati i vari personaggi sotto forma di carte, e potremo ammirare le splendide illustrazioni per ognuno di essi. La grafica del gioco, anche se risulta sempre statica data l’assenza di filmati di sorta, è estremamente curata e molto piacevole in tutti i suoi particolari. Per quanto riguarda i combattimenti vi informiamo che la difficoltà generale del titolo è tarata verso il basso. Utilizzando un minimo di strategia sarà facile superare qualsiasi nemico, fin dai primi tentativi.

Come in tutti i giochi a turni, quando toccherà a noi dovremo scegliere quale tipo di attacco o abilità usare per ogni personaggio presente. Successivamente passeremo il boccino in mano agli avversari per il loro turno. Nulla di nuovo insomma, sotto questo aspetto. Avremo a disposizione un bacino di energia da cui attingere, comune a tutti i nostri beniamini. Questo servirà ad attivare le carte più potenti. Molto interessanti sono le carte che uniranno le capacità di due protagonisti, agendo in sinergia e dando vita a un potente effetto.

Il gruppo di personaggi utilizzabile varierà di isola in isola, in quanto la sacerdotessa di turno e il suo vassallo si uniranno a noi. Sui combattimenti non c’è molto altro da dire, se non che ve ne saranno parecchi. Dato che ogni a sei spostamenti sulla mappa scatterà un’imboscata o comunque un evento. Questa meccanica, che sembra essere stata concepita per allungare artificialmente la longevità del titolo, renderà l’esplorazione piuttosto lenta e noiosa. Anche perchè i nemici saranno più una perdita di tempo che una vera e propria sfida.

L’ESPERIENZA RENDE PERFETTI

Gli studi di sviluppo interni a Square Enix tendono ad essere delle certezze nel loro campo. E anche in Voice of Cards: The Forsaken Maiden viene confermata l’attenzione per i minimi dettagli. Sul fronte tecnico infatti il titolo è impeccabile, tanto sul fronte grafico quanto su quello prestazionale.

Anche la mappatura dei comandi su console è indubbiamente frutto di consolidata esperienza. Infatti usare le varie funzioni presenti nel gioco risulta comodo e intuitivo già dai primi minuti. Menzione d’onore alla colonna sonora, che intrattiene e valorizza i momenti salienti con splendidi brani. Keiichi Okabe si conferma un maestro nell’ambito, e anche stavolta difficilmente deluderà i giocatori, perfino quelli più esigenti.

CONSIGLIATO AGLI APPASSIONATI

Voice of Cards: The Forsaken Maiden è un titolo dall’aspetto originale, con una difficoltà alla portati di tutti e una gran bella storia da raccontare. Quest’ultima, oltretutto, non essendo direttamente collegata al capitolo “precedente” consente di iniziare tranquillamente da qui l’esperienza in questa serie di jrpg basata sulle carte e realizzata da Square Enix. Consigliato.

Pregi

Impostazione generale originale, simile a un gioco da tavolo. Storia piacevole e bellissime illustrazioni grafiche. Atmosfera lieta e spensierata.

Difetti

Longevità scarsa, che rende il titolo impossibile da rigiocare. Noiosi combattimenti durante le esplorazioni.

Voto

7,5