Mountains of Madness, recensione

PsychoDev torna sul luogo del delitto con una nuova indagine dal profondo (ed inevitabile) sapore lovecraftiano in pieno stile Chronicle of Innsmouth

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Fin da quando è stato annunciato, Chronicle of Innsmouth: Mountains of Madness ha suscitato il nostro interesse. Il sequel-prequel del primo capitolo uscito 4 anni fa è stata una bella sorpresa targata da Psychodev. La stessa software house indie non si è cullata sul buon lavoro fatto al suo esordio ma ha continuato a puntare sul progetto concependo un nuovo gioco sulle scorte di quanto fatto in precedenza.

Il lavoro per questo nuovo episodio è stato lungo ed ha avuto anche il conforto di una campagna Kickstarter andata discretamente. La raccolta ha permesso agli autori di contare su poco più di 11.000 euro grazie al contributo di quasi 400 appassionati che hanno aiutato nello sviluppo. Il team ne chiedeva 10.000.

Il tutto con un unico filo conduttore: le atmosfere create dalle ambientazioni e dai racconti del maestro H.P. Lovecraft.

Ne è nata una nuova avventura grafica punta e clicca dal forte, fortissimo, sapore antico che piacerà sicuramente agli amanti del genere.

L’opera è un doppio omaggio: il primo, come già intuito, a Lovecraft, il secondo agli storici titoli di LucasFilm/LucasArt degli anni ’80 e ’90. Fatta questa breve premessa, vi raccontiamo la nostra esperienza con Chronicle of Innsmouth: Mountains of Madness. Il gioco – ricordiamo – doveva fare il suo esordio il 16 febbraio ma è stato rinviato di poche settimane ed uscirà a marzo su Steam ed Itch.io per gli utenti Pc.

MISTERO, ESOTERISMO, FOLLIA…

Chi ha già giocato al primo Chronicle of Innsmouth sa sostanzialmente di cosa si stiamo parlando. Senza fare accenni cruciali sulla trama, parleremo comunque di ambientazione e storia che valgono il 50 percento di questa produzione indipendente.

L’azione è ci porta negli anni ’20 del secolo scorso, circa una decina di anni prima degli eventi narrati nel predecessore. Personaggio principale di questa avventura è il detective privato Lone Carter che ha appena avuto un incontro ravvicinato contro uno Shoggoth. Il nostro Carter è stato in serio pericolo di vita ma si risveglia illeso (dopo l’incredibile esperienza) all’esterno di una caverna ad Innsmouth, vicino al mare.

Dopo questa inquietante esperienza, Carter è cambiato nella mente, nello spirito… ed anche nel corpo (questo lo scoprirete giocando) ma è deciso a risolvere il caso al quale stava lavorando anche perché si è intrecciato con quanto a lui accaduto.

In Mountains of Madness gli autori hanno fatto un bel lavoro per raccontare una storia corposa ricca di tante sfaccettature. Nelle sue indagini, Carter avrà a che fare con misteri del passato, esoterismo ma anche follia (salute mentale in senso stretto). Del resto è inevitabile quando c’è “l’ombra” di Lovecraft, grande scrittore che grazie anche al mondo dei videogiochi continua ad essere amato anche dalle generazioni più giovani. Menzioniamo, tra le avventure grafiche punta e clicca, anche l’ottimo Gibbous che tratta temi simili ma con più leggerezza.

Chronicle of Innsmouth: Mountains of Madness di contro è cupo. Ci fa girare diverse location a caccia di indizi di un grande mosaico. Lone Carter incontrerà altri personaggi che lo aiuteranno in situazioni rocambolesche e fino in capo al mondo. E farà anche azioni poco convenzionali incontrando anche scienziati, appassionati di esoterismo, folli, poliziotti ed altri.

Le ambientazioni vanno dal New England (dove si svolge una buona prima metà del titolo) fino al Polo Sud ma faremo anche una puntatina nel passato, in Arabia. Non vogliamo dire molto a tal proposito ma soltanto confortarvi sul fatto che la longevità e varietà saranno di buon livello.

Oltre alle sue indagini (nella sua città sono accaduti strani ed inquietanti fatti di cronaca), Carter dovrà affrontare diversi pericoli occulti, utilizzare ingegno e fare molta attenzione perché si scaverà su misteri scomodi e sconvolgenti. Tutto grazie al ciclo di Cthulhu di cui il gioco attinge a piene mani. Oltre al risoluto detective (i suoi metodi possono essere sui generis ma sono efficaci) guideremo anche Abdul Alhazred (l’arabo pazzo creatore del Necronomicon) e lo stesso (nientepopodimeno che) Lovecraft in persona.

UN GAMEPLAY MADE LUCASART

Trattandosi di un’avventura classica punta e clicca, è chiaro che gli sviluppatori puntino ad offrire un tipo di gameplay che gli appassionati del genere conosco. Chronicle of Innsmouth: Mountains of Madness non fa eccezione e mette sul piatto una ricca storia condita da diversi enigmi.

Quest’ultimi sono di buon livello di difficoltà alternata. Alcuni sono piuttosto intuitivi, altri seguono una loro logica, altri ancora non sfuggono alla meccanica “trial and error”. Il tutto è condito da dialoghi a risposta multipla. Difficilmente ci troveremo in punti morti anche se – lo ammettiamo – in un paio di enigmi abbiamo dovuto riflettere e tentare più volte per sbloccare una situazione di stallo. Complessivamente possiamo aggiungere a tal proposito che il gioco offre una discreta varietà di puzzle.

La meccanica ricorda molto da vicino quella di molte avventure griffate LucasArt/LucasFilm. Non troveremo però l’interfaccia Scumm con la tipica interfaccia dei verbi (vai, apri, spingi, parla con, usa e così via) e l’inventario con gli oggetti.

Nel nuovo gioco di Psychodev non avremo tutto questo. L’inventario sarà a scomparsa mentre esplorando col cursore le varie schermate, questo cambierà forma per indicarci se potremo interagire con quell’elemento dell’ambientazione o se potremo raccoglierlo o meno. Si potrà anche, come nelle avventure “moderne”, premere un tasto per avere indicati i punti di interazione di ogni ambientazione ed avere così dei suggerimenti (diretti o indiretti) su cosa potere fare.

In effetti, anche leggendo i dialoghi – a volte – lo stesso Carter darà uno spunto per ripetere un’azione e portarla a termine nel miglior modo possibile.

Abbiamo anche notato alcuni puzzle che richiamano classici come ad esempio The Secret of Monkey Island. Ma ci fermiamo qui. Aggiungiamo solo che abbiamo trovato il gameplay vivace e condito da una bella scrittura che vi spingerà a far luce sulla trama.

ASPETTO VINTAGE CON UNA BELLA COLONNA SONORA

L’occhio vuole la sua parte. Inutile girarci in tondo. Ed oltre a dei buonissimi contenuti, Chronicle of Innsmouth: Mountains of Madness ci regala un bellissimo colpo d’occhio. Soprattutto se siete amanti della pixel art.

Rispetto al primo capitolo, il nuovo gioco di PsychoDev rappresenta un deciso passo in avanti. Avevamo già apprezzato questo durante una piccola demo che avevamo provato ai tempi della campagna Kickstarter di ottobre 2018. Mountains of Madness offre una risoluzione di 640×360, praticamente raddoppiata rispetto a quanto mostrato in Chronicle of Innsmouth del 2017 che si attestava a 320×200. Ne derivano tantissimi dettagli in più ed una definizione decisamente superiore.

Le diverse locations sono complessivamente ben fatte ed alcune ricordano le atmosfere di Indiana Jones and the Fate of Atlantis. Complimento migliore non potevamo fare agli autori. Fluide le animazioni anche se ogni tanto ci sono alcune lievi incertezze. Insomma, l’effetto vintage è riuscito alla grande. Di grandissimo pregio, invece, le sequenze di intermezzo nei momenti topici.
Ed è ovvio che questo tipo di produzioni pungano più sul lato artistico che non su quello tecnico. Il gioco è stato realizzato con AGS (Adventure Game Studio) ma gli sviluppatori hanno fatto sapere che ci sarà una conversione in Unity per le versioni console e mobile con l’aiuto di Andrea Novati che ha dato il suo contributo anche in questa edizione Pc.

Ma cosa sarebbe un’avventura grafica senza comparto sonoro? PsychoDev ha svolto un bel lavoro sia sul punto delle musiche realizzate da Umberto Parisi (deus ex machina del team di sviluppo) che del doppiaggio. I brani della colonna sonora originale sono orecchiabili e contribuiscono a rendere tesa l’atmosfera. Inoltre, in alcuni casi, progrediscono con l’azione e questo ne aumenta l’impronta.

Il doppiaggio, in inglese, dà un ulteriore tocco cupo con voci coerenti che interpretano bene il loro copione. Complessivamente si tratta di un lavoro certosino e ben svolto considerando anche il numero ridotto del team ed i mezzi messi in campo.

COMMENTO FINALE

Se amate le avventure grafiche vecchio stile, in pixel art e, soprattutto, se siete nostalgici Chronicle of Innsmouth: Mountains of Madness merita sicuramente una possibilità. Il lavoro svolto da PsychoDev è certosino e ricco di interesse grazie ad una direzione artistica mirabile in grado di offrire grande atmosfera, tensione e voglia di andare avanti nella trama.

Tra i punti forti, oltre all’aspetto visivo che ricorda a tratti alcuni capolavori dell’epoca d’oro delle avventure grafiche punta e clicca, una storia ben scritta e sfaccettata con buonissimi enigmi. Longevità, varietà ed un livello di difficoltà calibrato (salvo qualche puzzle un po’ arzigogolato) fanno il resto.

A tutto questo bisogna anche aggiungere una ottima colonna sonora originale ed un buon doppiaggio in inglese. Il gioco è fruibile anche con i sottotitoli in italiano ed è un peccato che il doppiaggio non sia nella nostra lingua. Si spera in ottimi risultati di vendita, chissà.

Chronicle of Innsmouth: Mountains of Madness è un’avventura piuttosto classica. Questa caratteristica può essere vista sia come un pregio che come una limitazione. Gli estimatori, però, come già accennato, saranno felici di giocare a questo titolo che arriverà prossimamente – in data da conoscere – anche su console e dispositivi mobile.

Pregi

Avventura grafica vecchio stile. Pixel art di grande atmosfera. Colonna sonora ispirata. Doppiaggio di buon livello. Storia ben scritta ed articolata. Enigmi fantasiosi.

Difetti

Qualche puzzle un po’ astruso. Sarebbe stato fantastico col doppiaggio in italiano.

Voto

8+