Elengard: Ascension, ambizione da CRPG ma cuore da action, anteprima

Tra ispirazioni dichiarate e roadmap ambiziosa, ecco un RPG da tenere d'occhio

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Elengard: Ascension è un progetto che nasce con un’ambizione precisa: riportare in auge il fascino degli RPG con la pausa tattica in tempo reale. Una categoria rappresentata principalmente da opere come Neverwinter Nights e Dragon Age: Origins, a cui oltretutto il titolo si ispira apertamente, ma con un proposito specifico. Spingere ancora di più sul combattimento, rendendolo ancora più “fisico” e dinamico senza però arrivare ai livelli di un hack & slash o di un soulslike.

Dietro al progetto troviamo un singolo e capace sviluppatore, Stèphano M. M. G., che nel corso del tempo ha presentato il proprio lavoro in prima persona su vari forum dedicati ai giochi di ruolo, fino ad arrivare alla release concreta, avvenuta ieri. Andiamo a scoprire di che pasta è fatto il progetto in questa anteprima di Elengard: Ascension. Ricordiamo che il gioco, pubblicato dallo stesso sviluppatore, è disponibile in accesso anticipato solo su Pc, via Steam. Buona lettura.

ASCENSIONE AL (SEMI)DIVINO

L’avventura in Elengard: Ascension inizia un villaggio tranquillo, dove tutti conducono una vita apparentemente pacifica ma con la costanza sensazione che ci sia qualcosa che non vada. Il nostro alter ego (realizzabile da zero) scopre di essere portatore di una maledizione capace di uccidere se stessi e chiunque vi sia intorno. Per il mondo rappresenta un castigo divino riservato ai peccatori, ma come si avrà modo di scoprire, la verità sarà ben altra.

Da lì parte la miccia narrativa: la ricerca di una cura si intreccia con la scoperta di un’oscurità che si espande e corrompe tutto ciò che tocca. È qui che l’idea di “ascensione” (che compone anche il titolo del gioco ndr) smette di essere uno slogan e diventa tema. La storia consiste infatti in un percorso in cui la crescita del proprio potere funge da richiamo al proprio destino. Perchè ci sentiamo trascinati verso quell’ombra, e cosa c’entriamo davvero con il destino di Elengard?

La struttura ludica si compone di elementi classici: missioni principali e secondarie, dialoghi a scelta multipla, commercio, crafting e incantamenti. La componente che prova a distinguersi è invece quella del combattimento, dove ci vengono proposte due modalità distinte.

La prima (l’automatica) è quella più tradizionale, in cui impartiremo gli ordini e il personaggio eseguirà autonomamente come in un tipico CRPG. Nella seconda (manuale) invece avremo un ruolo più attivo, visto che bisognerà utilizzare degli input tanto per attaccare quanto per difendersi, avvicinando l’azione a quella di un ARPG, pur rimanendo in una “logica” tattica.

REINTERPRETARE LA TRADIZIONE

Il cuore del gioco però rimane l’approccio alle build. Elengard: Ascension offre, in termini di abilità, una progressione senza restrizioni di classe né limiti di livello. Certo, di base vi sono i tradizionali archetipi come Guerriero, Monaco, Druido ecc, ma essi rappresentano una sorta di “sentieri” che, percorsi, forniscono abilità e bonus. Senza mai vincolare davvero il giocatore, come spesso accade con le classi in un RPG.

L’idea dello sviluppatore si concentra sul lasciarci la possibilità di sperimentare, lasciando tuttavia al nostro personaggio la possibilità di avere un ruolo, all’occorrenza, anche più definito. Un altro aspetto interessante riguarda il fatto che molte abilità (soprattutto di natura magica, quindi incantesimi) sono configurabili attraverso parametri come raggio, potenza ecc. Alcune di esse prevedono persino delle varianti o dei “sotto-comandi” attivabili durante l’esecuzione delle stesse.

Al momento il titolo include un prologo e un primo capitolo, che assicurano una nutrita dose di contenuti (svariate decine di ore ndr). Sul fronte grafico invece lo sviluppatore punta su uno stile retrò con un importante focus sul contrasto luce/oscurità, e con un’estetica che ricorda Il Signore degli Anelli e il già citato Dragon Age: Origins. Pur essendo assai lontani dagli standard odierni, l’impatto visivo risulta comunque piacevole grazie alla consistenza degli effetti visivi, che rendono l’esecuzione delle abilità particolarmente distintivo e spettacolare.

Sul fronte audio registriamo invece la dichiaratissima presenza di un doppiaggio parziale (cioè presente solo per alcuni NPC) con voci generate dall’IA, che lo sviluppatore intende sostituire con altre “reali” più avanti. La roadmap dopotutto è stata tracciata, ed è molto chiara circa il futuro del gioco, per il quale si prospetta una fase di accesso anticipato di almeno 1-2 anni. Nuovi contenuti, rifiniture grafiche e in generale tecniche varie, e così via.

PROMETTENTE

Elengard: Ascension presenta un’identità e precisa. Quella di un RPG che vuole farti ragionare in tempo reale, senza però trascurare l’atto di farti sentire davvero nel vivo dell’azione, tra i colpi, le parate, la gestione della stamina e via discorrendo. Il merito principale di Stèphano M. M. G. è proprio quello di partire dai canoni tradizionali del genere per poi delineare un sistema di combattimento più denso e reattivo, oltre che personalizzabile attraverso un sistema davvero capace di realizzare un numero indefinito di build. Non resta quindi che attendere il rilascio di nuovi contenuti e di tutte quelle necessarie rifiniture che potrebbero rendere il titolo un must per gli amanti dei giochi di ruolo.