Speciale, i 40 giochi di calcio da ricordare nella storia – Parte 2 (posizioni 30-21)

-

Continua il nostro ambizioso (lo ammettiamo) countdown attraverso la storia videoludica con i 40 giochi di calcio da ricordare. Andiamo dalla posizione 30 alla 21 e quindi tutto comincia ad essere ancora più interessante.
Speriamo di farvi cosa gradita e ricordiamo che le posizioni non sono esclusivamente di merito ma anche per quello che hanno portato (secondo chi vi scrive) al mondo calcistico videoludico.
Bene, 3, 2, 1, 5, 4, 3, 2, 1… riparta il countdown.

 

Il terzo capitolo della serie calcistica di Krisalis. Per molti un gioco comune, per chi vi scrive no. Soprattutto perché giocato su Amiga. E’ stato, per così dire, il canto del cigno dell’amato 16 bit di casa Commodore se si esclude un altro pezzo da 90 che andremo a descrivere più in la (scuasate l’anticipazione).
Il gioco presentava una grafica isometrica abbastanza veloce con una giocabilità di ottimo livello. Varie le possibilità di infilare la porta avversaria ed alcune giocate davano soddisfazione. Editare la propria squadra di amici, sceglierne modulo, posizioni in campo attraverso una griglia tattica, e farla avanzare dalla Conference (la nostra serie D) fino alla Premier League e fare imprese in Coppa non aveva prezzo. Consigliato. Non perfetto, ma consigliato anche se non troppo conosciuto.


Uno dei giochi di calcio manageriali più belli, completi, dettagliati ed allo stesso tempo accessibili di sempre. Impressions sviluppò per il publisher Sierra nel 1995 Ultimate Soccer Manager. Noi ricordiamo la versione Amiga che non aveva nulla da invidiare a quella pc. Riprendeva in sostanza le dinamiche di The Manager (…) ma ne ampliava il concetto.
Si poteva essere alla guida di piccoli club di periferia o grandi club con mire internazionali. Gestire le sorti della società attraverso il mercato, la gestione degli sponsor, della squadra, dell’undici che andava in campo, dei moduli, degli allenamenti ma anche decidere di ampliare e migliorare le strutture trasformando in un impero un piccolo campo di campagna. Esaltante.
C’era anche la possibilità di scommettere sulle partite con probabilità anche di essere scoperti, puniti e cacciati. Un gioco completo ed allo stesso tempo non troppo maniacale. La giusta summa per iniziare a cimentarsi coi manageriali.

Grafica eccessivamente simile a Sensible Soccer ma con tanto divertimento e molti dettagli supplementari

Clone spudorato, se non altro dal punto di vista grafico, di Sensible World of Soccer, Football Glory venne realizzato da Croteam (quelli di Serious Sam, ndr), nel 1995 su pc ed Amiga. Abbiamo detto clone spudorato, ci correggiamo (il bello dello scrivere in modo “artigianale” e senza editori che rompono i cosiddetti è questo, almeno questo), e per un certo verso lo era per quanto riguarda il comparto grafico ed anche per certi aspetti del game-play, ma aveva alcune cose in più. I tiri al volo, una migliore possibilità di eludere il portiere (purtroppo quest’ultimi non brillavano).
A livello tecnico era simpatica una piccola chicca: la scivolata lasciava il segno sul campo e poi, una caratteristica che sicuramente avrà dato molte soddisfazioni ai giocatori e che lo fa entrare nei giochi da ricordare: era possibile picchiare l’arbitro. Attenzione: non vogliamo istigare nessuno alla violenza, nel gioco si faceva tutto in modo ironico.
Altro tocco di classe erano le sporadiche invasioni di campo: leggendaria quella di una ragazza con un cartello con su scritto “You can’t have this”, (non puoi avere questa)… a buon intenditore poche parole. Divertente e scanzonato.

Come non ricordare Kick Off? Il primo capolavoro targato Anco e Dino Dini. Il gioco che cambiò, anzi, rivoluzionò, il modo di concepire e programmare i titoli calcistici. La sua peculiarità? Presto detta, fu il primo gioco ad avere il pallone staccato dal piede.
In precedenza tutti i giochi calcistici non contemplavano questa possibilità. Il pallone rimaneva attaccato al piede del giocatore e l’utente non doveva pensare al controllo di palla. Bene, Dino Dini confezionò il suo capolavoro. Kick Off risultava più difficile da giocare ma anche più appagante e divertente. Nondimeno vi è da sottolineare un’altra caratteristica: giocatori e campo proporzionati.
Proprio così, perché bisogna ricordare che negli anni ’80 nessun gioco di calcio presentava le dovute proporzioni. Campi troppo stretti, giocatori troppo grandi, e così via. Il gioco aveva anche una funzionalità dannatamente comoda che in molti adottarono e che ora è praticamente normale: il radar. Una leggenda ma ancor di più lo fu il suo seguito.

Come vedete, la grafica non era per niente il punto forte di Reteee 2, ma il game-play era ottimo. Divertente

Per molti sarà sconosciuto ma si tratta del seguito dell’ottimo Emilyn Hughes International Soccer. Come nel suo precedente Audiogenic, che sviluppò il titolo, non puntò per niente sull’aspetto estetico.
Grafica bruttina a fronte di un game-play vario e divertente, vero punto cardine del gioco. Due visuali (dall’alto a volo d’uccello o la classica laterale che caratterizzava il titolo) ed infinite, o quasi, possibilità di spedire la palla in rete. Da azioni manovrate a splendidi assoli, colpi di tacco, bombe da lontano, pallonetti calibrati e tanta soddisfazione personale.


Cominciano i pezzi veramente grossi. Annotiamo nel nostro countdown Sensible Soccer, realizzato dalla neonata Sensible Software di Jon Hare. Capostipite di una serie amatissima negli anni Novanta e che ancora fa brillare gli occhi degli appassionati nostalgici. Vent’anni e non sentirli, dunque, per uno dei giochi più importanti soprattutto su Amiga.
Il gioco si basava su una visuale a volo d’uccello alla Kick Off ma con una grafica decisamente più accattivante visto che lo stesso stile venne utilizzato per altri giochi di Sensible Software, come ad esempio Cannon Fodder e Sensible Golf.
Ottimo il game-play che nelle versioni successive venne notevolmente migliorato. Creò il dualismo con Kick Off. Fu il primo gioco a spaccare critica e pubblico. Ma la domanda sul quale fosse meglio tra i due giochi, per chi vi scrive, rimane ancor oggi senza risposta. Ricordiamo infine la copertina con Ruud Gullit e le canzoni di Captain Sensible.


Unite Kick Off ad un gioco manageriale: otterrete Player Manager, il “braccio tattico” di Kick Off. Sempre ad opera di Dino Dini, si poteva gestire una squadra soprattutto sul suo comportamento in campo, modificare le tattiche, ed esportarle in Kick Off e Kick Off 2 , e fare molto altro.
Schede dei giocatori con caratteristiche riguardanti l’età, ed alcuni parametri fondamentali come parata, tiro, passaggi, contrasti; compra-vendita, campionati e coppe giocando con Kick Off. Uno dei primi giochi in cui si poteva sperimentare il famosissimo 5-5-5 di Oronzo Canà ed applicarlo giocando.

 

Altro gioco manageriale piuttosto storico. Grafica scadente incentrata su una decina e non più di immagini digitalizzate. Per il resto era tutto testuale ma con tanti, tantissimi, dettagli. Tanti parametri da tenere d’occhio.
Apprezzato molto nonostante la pochezza grafica e l’attesa per i calcoli durante le partite, diede vita ad una serie interessantissima.


Una delle serie calcistiche di maggiore interesse per i frequentatori di sala giochi e per i possessori delle ormai defunte console Dreamcast e GameCube. Una grafica, all’epoca (siamo a metà degli anni ’90) impressionante e di impatto con un 3d poligonale che iniziava ad essere concreto e credibile ed un ottimo game-play se si considera la natura arcade del gioco. Scenario, i Mondiali. Sempre in evoluzione. Molto divertente a nostro avviso.

 

Il 1990 per noi italiani è stato un anno importantissimo. I Mondiali in casa nostra sono stati davvero un bel ricordo (salvo la dannata semifinale persa ai rigori con l’Argentina a Napoli al termine di una partita dominata, ndr). Dal punto di vista videoludico possiamo solo ricordare una sfilza di titoli, molti dei quali davvero brutti.
Il migliore, a nostro avviso, fu World Cup 90 della italianissima Genias. Ovviamente in versione Amiga. Grafica discretamente dettagliata ma un ottimo game-play. Inoltre, il livello di difficoltà era veramente alto per cui, vincere un Mondiale diventava davvero difficile.
Da ricordare sono l’introduzione davvero bella e la sessione dei rigori. Nondimeno, una menzione merita la possibilità di giocare in due nella stessa squadra, in cooperativa. Per quell’epoca (forse meglio dire per quell’era) si trattava di un dato non indifferente.