PSN ko e dati trafugati; per Sony arrivano i primi grattacapi legali, arriverà anche la class action?

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Prime rogne legali per Sony in arrivo. Era inevitabile soprattutto dopo aver appreso che i pirati dopo gli attacchi al PlayStation Network (ormai offline da una settimana) che si sono susseguiti dal 17 al 19 aprile, hanno avuto potenzialmente accesso ai dati di 77 milioni di utenti di tutto il mondo.
La multinazionale, infatti, è stata denunciata da un utente americano, Kristopher Johns, 36 anni di Birmingham (Alabama), che ha accusato Sony di “non aver adeguatamente protetto, nascosto e accudito i dati personali e sensibili dei propri utenti”.

Sotto accusa anche i tempi di reazione (onestamente imbarazzanti) di Sony che ha dato l’annuncio su un possibile furto del numero delle carte di credito degli utenti.
Il consumatore chiede un risarcimento non quantificato ma lo studio legale che cura la causa vorrebbe trasformare l’azione legale in una class action, ovvero in una causa di massa che potrebbe far tremare Sony.

POLITICI USA CONTRO IL COLPEVOLE RITARDO DI SONY

Ma non c’è solo questo problema per il colosso dell’elettronica internazionale. Anche il senatore del Connecticut (Usa), Richard Blumenthal ha presentato pubblicamente le sue rimostranze a Sony sul colpevole ritardo chiedendo, anzi, esigendo, risposte da Richard Tretton, presidente di Sony America.
Blumenthal sostiene nfatti (e non è che abbia tutti i torti) che un intervento che violi la privacy di milioni di utenti, molti dei quali minorenni, mettendo in pericolo la loro vita privata – tra i dati sono infatti memorizzate le età degli utenti e il loro indirizzo – oltre che potendo causare un danno economico tramite i dati delle carte di credito sarebbe dovuto essere denunciato tempestivamente.
Sony e Tretton hanno risposto che i loro interventi sono stati compiuti nei tempi più brevi possibile: Patric Seybold ha infatti chiarito tramite il Blog PlayStation USA che il servizio sia stato sospeso non appena ci si è resi conto dell’intrusione per impedire qualsiasi illecito.

LA ICO BRITANNICA CHIEDE CONTO E RAGIONE

L’ente britannico che si occupa della protezione della della privacy dei cittadini, la ICO (Information Commissioner Office) ha dichiarato di aver interpellato Sony sulla questione del PlayStation Network, colpito da un attacco hacker la scorsa settimana. Tutti i dati sensibili degli utenti PSN potrebbero essere stati trafugati, un fatto che mette a rischio la privacy di ogni singolo iscritto al servizio.

“L’Information Commissioner’s Office ha preso la violazione della protezione sui dati PSN molto seriamente – ha dichiarato un portavoce ICO a Eurogamer – .Qualsiasi azienda o organizzazione che tratta delle informazioni personali nel Regno Unito deve assicurarsi di rispettare la legge, compresa la necessità di realizzare un sistema che mantenga i dati dei clienti protetti. Siamo stati recentemente informati di un incidente che sembra coinvolgere Sony. Abbiamo contattato la compagnia, che ci fornirà ulteriori dettagli per stabilire l’esatta natura dell’incidente, prima di decidere quale azione ICO intraprenderà, se del caso, nei suoi confronti”.