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Nine Parchments, Recensione Pc

Quando si parla di Frozenbyte si pensa inevitabilmente alla trilogia Trine, una serie action adventure che ha visto appassionare milioni di giocatori che ne hanno ammirato l’atmosfera fantasy e l’elevatissimo livello artistico.

Il team finlandese ha poi realizzato il discreto (ma anche qui artisticamente parlando molto buono) Shadwen, uno stealth anomalo anche qui ad ambientazione fantasy, uscito lo scorso anno ed il più recente Has Been Heroes pubblicato lo scorso marzo.

Facile aspettarsi con Nine Parchments un nuovo titolo incentrato su ambientazioni fantastiche e sicuramente dalla grande fattura artistica. Basteranno queste due caratteristiche per rendere l’ultima fatica della software house indie?

Ecco cosa pensiamo del titolo uscito lo scorso 5 dicembre su Pc (via Steam, GOG.com o Humble Store), PS4, Xbox One e Nintendo Switch. Noi vi parleremo della versione Pc.

DA MAGHI APPRENDISTI E PASTICCIONI AD IMPROBABILI EROI

La storia di Nine Parchments è piuttosto semplice. Siamo all’interno dell’accademia della magia in quanto apprendisti maghi. Una torre enorme, del tutto familiare a quanto visto in cartoni animati, film o altre produzioni fantasy. E dopo un brevissimo tutorial nel quale impareremo a gestire i comandi e l’interfaccia del titolo, arriveremo nella sala principale dove il rettore stesso ci ha convocati per farci un solenne cazziatone.

Speravamo, assieme agli altri allievi nostri compagni di corso, di avere un encomio ma il mago Merlino della situazione stronca le nostre velleità dicendoci chiaramente che siamo delle nullità. E mentre inveisce ancora una volta ricordandoci di essere così scarsi con la magia di non essere neppure sicuri da noi stessi (e non avrà torto, ndr), avviene uno strano ed inspiegabile incidente nella torre di questa prestigiosa ed enorme accademia (che ricorda Hogwarts di Harry Pottiana memoria) che subisce uno squarcio a seguito di uno scossone e fa volare le nove pergamene che includono altrettanti incantesimi andati perduti per la vasta regione adiacente.

Da assoluti incompetenti, pericolosi per noi stessi e per gli altri, veniamo catapultati fuori dall’accademia per tentare di recuperare queste nove pergamene… in un mondo splendido da guardare ma tremendamente ostile, popolate da creature che fin da subito ci sbarreranno la strada. Scopriremo, lungo il nostro tragitto, che ogni pergamena sarà inoltre “custodita” da enormi mostri.

UN PO’ MAGICKA, UN PO’ ACTION GDR RACCOMANDATO IN COMPAGNIA

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Nine Parchments è una sorta di action gdr. O meglio, è un action con sfumature gdr visto che ad ogni eliminazione di nemici ci sono punti esperienza e che ogni personaggio ha livelli ed anche alberi delle abilità di cui parleremo dopo.

L’inquadratura isometrica offre una visuale dall’alto a volo d’uccello mentre le mappe sono fisse e, contrariamente alla moda attuale, non vengono generate proceduralmente.

Le dinamiche assomigliano parecchio a quelle della serie Magicka tant’è che è consigliato giocare col joypad piuttosto che con mouse e tastiera. Le levette analogiche servono per muovere il nostro eroe e per indirizzare i nostri attacchi. I vari pulsanti permetteranno di utilizzare le magie, un breve teletrasporto ed il salto. Con i dorsali si selezioneranno i vari tipi di magia (fuoco, ghiaccio, rigenerazione, morte e così via), in tutto ce ne sono sei tipologie. A seconda dei personaggi, che via via si sbloccheranno man mano si andrà avanti con le missioni, le magie a nostra disposizione cambieranno.
Anche a seconda del personaggio scelto i vari incantesimi avranno più o meno efficacia. Ed in tutto questo è possibile anche auto-infliggersi dei danni e subire il fuoco amico se si gioca in compagnia. Proprio come in Magicka ma a differenza del divertente titolo di Paradox, qui abbiamo un avanzamento di livello che serve effettivamente a migliorare il nostro personaggio attingendo anche dall’albero delle abilità. Ad ogni passaggio, infatti, potremo spendere un punto nel nostro Skill Three.
Le specializzazioni vertono sulla velocità di ricarica (davvero utile nelle circostanze più concitate), o aumentare la potenza di un determinato tipo di magia. Si può anche diventare più resistenti a certi elementi e molto altro. Ogni cinque punti spesi si sbloccheranno ulteriori abilità ovviamente più forti e devastanti. Si possono sbloccare fino ad altre due schede e questo aumenta le possibilità di far male: possiamo sfruttare un ventaglio di circa cinquanta incantesimi grazie anche al recupero delle singole pergamene.

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Le varie magie, inoltre, procurano degli stati di alterazione ai nemici: il ghiaccio rallenta all’inizio e poi blocca mentre il fulmine stordisce. ed ogni attacco a più tipi di cariche e variano i tempi di rigenerazione. È utile se si è scarichi, cambiare tipologia di magia. Si possono, inoltre, unire due o più flussi di magia come in Magicka dove però questa dinamica è molto più accentuata.

Per aumentare il potenziale degli incantesimi oltre all’avanzamento dei livelli dei nostri eroi pasticcioni anche l’equipaggiamento, soprattutto i bastoni ad essere protagonisti (i cappelli, invece, hanno un compito estetico). Ah, dimentichiamo, è possibile infliggere danni fisici prendendo letteralmente a bastonate chi ci si para davanti. Ovviamente a nostro rischio e pericolo ma a volte, in mischia, questa soluzione prettamente fisica può essere efficace.

Il gameplay richiede anche di cercare delle piume magiche e di aprire dei bauli magici. Questo costringerà ad esplorare più approfonditamente le tantissime mappe (di piccola dimensione a dire il vero) del titolo.

Il rischio di trovarci di fronte ad un gameplay ripetitivo c’è ma il fatto di poter sbloccare diversi personaggi (otto in totale e quattro versioni di essi), nonché l’equipaggiamento ed anche le novità dell’albero delle abilità, mitigano questa sensazione anche se le dinamiche sono più o meno quelle. Per sbloccare i personaggi bisognerà portare a termine tre compiti specifici che ovviamente cambieranno di volta in volta. Ogni versione alternativa si differisce con l’altra per le tre magie iniziali, la seconda parte del nome e per il colore dell’abbigliamento iniziale. L’esperienza, è invece, giustamente, condivisa.

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A dare vivacità però c’è da ammettere che fin da subito il ritmo benché non troppo veloce magari, stuzzica il giocatore a non utilizzare lo stesso tipo di magie.
Alcuni hanno scudi protettivi che devono essere scardinati con un particolare elemento (esempio: creature con scudi di fuoco devono essere attaccate con il ghiaccio o altro)… altri sono proprio immuni a determinate magie e quindi si dovrà velocemente cambiare strategia. A volte potremo sfruttare alcuni oggetti presenti nello scenario come ad esempio facendo esplodere dei barili quando le creature nemiche si avvicinano ma facendo attenzione a non essere troppo vicini per evitare i danni.

Buona la longevità con una quarantina di mappe (non grandissime) miste a mini-arene dove affrontare anche i boss ed i mini-boss e raccogliere queste benedette nove pergamene. Se il gioco è godibile in single player, guadagna tantissimo in divertimento giocando in multiplayer fino a formare un party di quattro persone.

UNA DELIZIA PER GLI OCCHI, BUONE MUSICHE E DOPPIAGGIO

Il punto forte di Nine Parchments è senza dubbio il lato artistico ed anche tecnico. Che in Frozenbyte fossero artisti di prim’ordine non è certo una novità, anzi. Ed è proprio su questo che il loro lavoro merita consensi ed applausi.

Ricorderete senza dubbio le finezze dei primi due Trine. Ebbene, le marcate atmosfere fantasy sono state trasportate in questa ultima fatica. Troviamo paesaggi mozzafiato ricchi di dettagli ma anche di giochi di luce ed effetti particellari. Un “barocco” visivo di estremo valore anche perché lungo il nostro cammino troveremo tante variazioni sul tema ed un mondo davvero splendido da vedere anche pericoloso perché a volte ci siamo anche distratti nell’ammirare questo o quello squarcio.

È bene ricordare, infatti, che alcune mappe hanno le loro asperità e cadere in un baratro, ad esempio, significa perdere una delle due vite a disposizione prima di essere costretti a ripartire dal checkpoint più vicino. Per fortuna i punti di “rottura” sono molto vicini tra loro per cui non si perde molto.

Troviamo interessanti anche le musiche capaci di accompagnare il nostro incedere in modo convincente ed appropriato. Buono, infine, il doppiaggio della voce narrante ma anche del nostro eroe.

COMMENTO FINALE

Nine Parchments è un gioco molto interessante. Apparentemente semplice, nasconde un gameplay discretamente profondo anche se un po’ ripetitivo che però costringere a prendere decisioni rapide cambiando strategia più e più volte. La sfumatura gdr è gradita in un gameplay certamente incentrato sull’azione. Il gioco dà il meglio di sé in multiplayer dove diverte a più riprese mentre in single player è si gradevole ma oggettivamente perde un po’ del suo fascino. Peccato che il tutto sembri un po’ troppo lineare. Se non altro, il grado di sfida è ben bilanciato.

Frozenbyte racconta una fiaba semplice attraverso un gioco confezionato molto bene dove il fantasy viene applicato ad una grafica a tratti incantevole. Viene rispettata ampiamente la vena artistica della software house finnica. Buono il sonoro con brani interessanti ed un doppiaggio in inglese all’altezza.

 

Pregi

Artisticamente di gran livello. Scorci grafici da applausi. Buon gameplay che dà il meglio di sé in compagnia. Buona sfida.

Difetti

Manca, però, il guizzo finale. In solitario perde un po’ del suo divertimento.

Voto

7,5

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