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The Walking Dead: The Telltale Series Collection, Recensione PS4

Di Massimo Reina

Telltale Games si è ritagliata uno spazio importante nell’attuale mercato videoludico. E lo ha fatto riproponendo la versione leggermente rielaborata di un genere, quello delle avvenute grafiche, che tra FPS, avventure d’azione e giochi di ruolo moderni si era un po’ perso negli ultimi anni.
Forte di un franchise di estremo successo nel campo del fumetto e poi delle serie TV, vale a dire quello di The Walking Dead, ma anche di un’attenta ricerca e attenzione per i dettagli nella costruzione di personaggi inediti e storie coinvolgenti capaci di “camminare” coi propri piedi e indipendentemente, i ragazzi di Telltale Games hanno quindi poi creato una serie di successo che oggi ci viene riproposta in un’edizione completa intitolata The Walking Dead: The Telltale Series Collection.

LA COLLECTION

Diciamo subito che la raccolta include gli episodi di The Walking Dead: The Telltale Series – Stagione Uno, The Walking Dead: The Telltale Series – Stagione Due, The Walking Dead: The Telltale Series – 400 Days, The Walking Dead: Michonne – A Telltale Miniseries, migliorati graficamente, e il più recente The Walking Dead: The Telltale Series – Stagione Tre: A New Frontier. Questo significa che se li avete già comprati singolarmente e non vi importa più di tanto dell’upgrade grafico, potete fermarvi qui nella lettura e passare oltre. In caso contrario, sapete già cosa troverete in questa bella raccolta, ideale per coloro che non hanno mai giocato a tutti  i capitoli. A questi ultimi, allora, rinfreschiamo un po’ la memoria, descrivendo trama e meccaniche di gioco.

 

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Quando all’improvviso il mondo finì e per la piccola Clementine, come del resto per milioni di altri esseri umani, cominciò un incubo a occhi aperti senza fine, si trovava in casa con la babysitter Sandra, ai quali come d’abitudine i suoi genitori l’avevano affidata questa volta per una vacanza in quel di Savannah. Clementine, che all’epoca aveva otto anni, a un certo punto rimase da sola, nascosta nella casetta sull’albero nel suo giardino fino a quando non incontrò Lee Everett, il protagonista principale della prima stagione della serie. Lee era un ex professore universitario, condannato al carcere per aver ucciso un senatore dello Stato della Georgia che pare avesse una relazione con sua moglie.

Dopo esser fuggito per caso dall’auto della polizia che lo stava conducendo in prigione, l’uomo si imbatté nella piccola con la quale instaurerà in breve un rapporto quasi padre-figlia. Da lì in poi, infatti, tra i due nasce un rapporto molto intenso, e l’ex insegnante diventerà per Clementine una figura paterna sempre pronta a proteggerla fisicamente e moralmente, a sussurrargli alle orecchie una parola di conforto al momento giusto e a insegnarle a sopravvivere a tutti quei momenti drammatici che vivranno nel loro viaggio alla ricerca dei genitori della piccola e di un luogo protetto. Poi, senza entrare troppo nei dettagli per evitare spoiler, Clementine ha proseguito il suo cammino, ha incontrato nuovi amici e nuovi nemici, ha combattuto, ha lottato, ha vinto e a perso, ha ritrovato vecchi conoscenti, ha vissuto eventi tragici. Ma non ha mai mollato, ha sempre tirato dritto per la sua strada, a volte anche sbandando un po’, ma sempre con coraggio e con convinzione.

EMOZIONE DOPO EMOZIONE

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Di episodio dopo episodio vediamo crescere sotto ai nostri occhi la piccola Clementine fino a ritrovarla “adulta” nella terza stagione. Adulta non tanto per  l’età, ma per il fatto che nel corso del tempo è cresciuta mentalmente e moralmente, temprata da mille vicissitudini. In un mondo come quello nel quale è stata catapultata, dove i morti camminano e i pochi esseri umani rimasti in vita hanno perso ogni morale, o si cresce in fretta o si muore. Sicuramente non ha perso molta di quella sua purezza d’animo e di quella voglia di vivere che per molto tempo sono stati la molla che ha spinto il suo amico Lee e molti dei sopravvissuti che ha incrociato lungo il  cammino, ad andare avanti, a ritrovare almeno un po’ di speranza per un futuro migliore, risvegliando in loro sentimenti sopiti dal dramma e dal dolore.

I suoi occhi grandi e teneri  sono stati infatti spesso in contrasto con la bestialità di morti cannibali e con le azioni negative di persone senza scrupoli. Azioni che a livello di gameplay si concretizzano con una serie di interazioni con i personaggi e l’ambiente circostante, utilizzando oggetti, parlando e selezionando poi le risposte in un apposito menu, facendo attenzione alle parole scelte, visto che possono determinare amicizie e inimicizie, l’evolversi di alcune situazioni di gioco con vari bivi che cambiano quindi a seconda di talune azioni e scelte compiute nei punti chiave dell’avventura grafica, oltre all’opinione che gli altri hanno del personaggio controllato dall’utente. Ci sono dunque varie opzioni per confrontarsi con The Walking Dead: The Telltale Series Collection.

Nota finale dedicata alla componente tecnologica: il gioco, come risaputo, utilizza una bella grafica con visuale in terza persona, ma simile a quella dei classici fumetti americani, impreziosita da alcuni effetti volumetrici, luminosi e particellari. Come scritto in apertura di articolo, questa è stata migliorata per le prime stagione originariamente rilasciate sulle piattaforme di vecchia generazione e su PC meno performanti di quelli attuali, e dunque adattata a quella della recente terza stagione. Bella come sempre la parte audio, con un ottimo doppiaggio in lingua inglese (i sottotitoli in italiano sono presenti solo nella prima stagione e nel DLC 400 Days) e un’altrettanto ottima colonna sonora capace di sottolineare a dovere ogni frangente della storia.

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COMMENTO FINALE

The Walking Dead: The Telltale Series Collection è la raccolta ideale per tutti coloro che si sono persi qualche “puntata” della saga di Clementine o addirittura non ci hanno mai giocato in passato. Un’occasione, dunque, per tuffarsi in un mondo post apocalittico credibile, dove vivere da protagonisti una storia drammatica e magistralmente raccontata dagli sviluppatori, in un crescendo continuo di tensione, emozioni e coinvolgimento, attraverso un’avventura grafica che si concentra sulla trama e sullo sviluppo dei personaggi, e dallo stile tecnico e grafico personale.

 

Pregi

Storia drammatica, profonda e ricca di colpi di scena. Personaggi ben caratterizzati. Divertente e longevo.

Difetti

A parte a prima stagione e DLC, negli altri manca la localizzazione in italiano. Le meccaniche di gioco potrebbero non piacere a tutti. Niente di davvero nuovo per chi li ha già giocati

Voto

8,5

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