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DiRT 4, Recensione PS4

Era il 1998 quando Colin MacRae Rally approdava su Pc e PlayStation One stregando tutti quanti per la sua capacità di unire la quintessenza dell’arcade a velleità simulative non troppo estreme. Diciannove anni e undici videogiochi dopo – in mezzo ai quali si aggiunge la scomparsa del talento scozzese che dava il nome all’intera serie – eccoci arrivare a DiRT 4, dodicesimo esponente della premiata saga rallystica griffata Codemasters, il sesto a chiamarsi DiRT, prima di lui arrivarono DiRT Showdown e DiRT Rally.

Dopo i fasti simulativi del capitolo “Rally” e i nefasti arcade del mai veramente convincente “Showdown”, eccoci a parlare di un titolo che fin dal suo annuncio, a gennaio, ha saputo catalizzare l’attenzione degli appassionati.

SOTTO IL COFANO…

Visivamente parlando, DiRT 4 sembra mutuare il motore grafico del capitolo precedente ma nel processo, qualcosa, sembra essere stato sacrificato sull’altare della fluidità stabile. In pratica assistiamo ad una scena pulitissima, estremamente fluida e vetture riprodotte molto fedelmente. Anche gli effetti di polvere, fumo, ciottoli, ghiaia e acqua sono ottimamente resi, ma andando a soffermarsi sulla cornice, sullo sfondo, sul contorno, notiamo un livello di dettaglio basso: alberi d’altri tempi, per esempio, o pubblico poco coinvolgente. Insomma, non proprio immagini da cartolina, se volessimo salvarne un’istantanea. Per fortuna l’attenzione è focalizzata sulla pista, sulla vettura, sui tempi da battere.

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Riguardo alle mancanze, si evidenzia l’assenza illustre del World Rally Championship (WRC) e di tutte le licenze a tema che gravitano intorno. Non ci saranno le ultime vetture ufficiali, ma anche – soprattutto – glorie dei decenni passati, dai ruggenti e pioneristici anni ‘70 ai primi anni del 2000, con alcune licenze contemporanee. In totale, comunque, il gioco offre una cinquantina di vetture “spalmate” su quattro classi di appartenenza: il giocatore più esigente potrebbe avvertire la stessa sensazione che passa quando si ha poca Nutella e ben troppo pane. Anche i numeri che riguardano piste e modalità potrebbe far piangere l’amante dei grandi numeri, tuttavia riteniamo che le cinque località canoniche (Australia, Gran Bretagna, Spagna, Svezia e U.S.A.) unite a quelle ufficiali del Rallycross Championship (Gran Bretagna, Portogallo, Francia, Svezia e Norvegia) siamo – semplicemente – i numeri giusti, che garantiscono la giusta varietà di situazioni.

GUIDA CHE TI PASSA

Al di là degli aspetti tecnici e dei numeri portati in dote dai contenuti, DiRT 4 è un videogioco di guida. Su questo versante, sicuramente, l’ultima fatica di Codemasters non è seconda a nessuno e se proprio vogliamo trovare il pelo, possiamo ammettere che DiRT Rally lo batte sul fronte del realismo. DiRT 4 sembra la naturale, provvidenziale, risposta agli eccessi simulativi di “Rally” e la troppa “ignoranza” di DiRT Showdown. La facoltà di attivare o disattivare gli aiuti alla guida durante il gioco (e non semplicemente a priori) esalta questa volontà di voler mettere tutti d’accordo e – per quanto ci riguarda – ci riesce pienamente.

Il motore fisico restituisce magistralmente le forze che coinvolgono la vettura, i pesi, le asperità del terreno, la capacità di quattro ruote motrici di rispondere diversamente a due ruote motrici. Guidare su asfalto offre una risposta della vettura ben diversa da quando si derapa sullo sterrato, senza considerare quanto possa essere frustrante scivolare (perché “guidare” suona un po’ esagerato) sul fondo ghiacciato delle piste nord europee. Tra modalità carriera, classico campionato piloti e la facoltà di generare infinite variabili di piste impostando semplicemente le nostre preferenze, si dimenticano in fretta i pochi difetti visivi riscontrati: fluidità estrema, ottima risposta ai comandi, sensazioni “fisiche” per restituite se si utilizza un volante. Insomma: DiRT 4 convince, tantissimo e soprattutto diverte, dettaglio fondamentale.

CHIAMALE, SE VUOI, EMOZIONI

Dedichiamo una nota a parte alla modalità multigiocatore, perché ci ha colpito particolarmente la possibilità di partecipare ad eventi chiusi, a tempo limitato, che non permettono riavvi, riavvolgimenti del tempo e correzioni pesanti durante l’esecuzione della tappa. Tutti i partecipanti, come in un autentico rally, saltano in macchina e hanno solo quell’unica, importante, occasione per disegnare la traiettoria perfetta e dimostrare di essere un pilota d’eccezione.

Le soddisfazioni maggiori arrivano quando si impara a fare a meno degli aiuti alla guida. I tempi iniziano ad accorciarsi, il numero degli avversari che ci stanno dietro in classifica inizia ad aumentare. Ma la tensione e l’adrenalina che trasmettono le tappe multigiocatore online che non ammettono errori restano. Emozioni forti, che solo un gioco ben fatto come DiRT 4 ha saputo trasmetterci.

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COMMENTO FINALE

DiRT 4 è il sesto titolo della serie rallystica griffata Codemasters nonché il dodicesimo se si considerano anche i Colin MacRae Rally che esordirono nel lontano 1998. E’ disponibile per Pc Windows, PlayStation 4 e Xbox One ed offre il giusto compromesso tra esperienza spensierata e arcade (buona per i giocatori della domenica e per i giovanissimi) ed esperienza impegnativa e simulativa (croce e, soprattutto, delizia per i puristi del genere). In quest’ultimo caso l’uso di un buon volante e pedali è d’obbligo.

Tecnicamente parlando è un lavoro senza infamia né lode: da un lato vetture riprodotte fedelmente ed effetti sonori strepitosi che ci immergono nel mondo del rally. Mancano giusto gli odori: quello degli pneumatici che slittano, quello della terra battuta rivoltata dalle derapate, la terra ed il fogliame bagnato durante le tappe piovose. Se ci fossero pure quelli staremmo parlando di un’esperienza totalizzate. Peccato che oltre le vetture ben fatte e i suoni ottimamente riprodotti, gettando lo sguardo oltre la staccionata ci si imbatta in fondali scarni e per niente memorabili. Fluidità e risposta ai comandi non mancano: su console sono garantite e su Pc, a patto di avere la configurazione giusta, pure.

DiRT 4 non può vantare le licenze ufficiali del World Rally Championship (WRC) ma compensa con un generatore di piste procedurale, che “sforna” tracciati in base alle preferenze indicate dal giocatore; cinque ambientazioni (Spagna, Galles, Australia, Svezia, Stati Uniti d’America) la licenza ufficiale di Rallycross con i circuiti veri di Gran Bretagna, Svezia, Norvegia, Francia e Portogallo. Le modalità di gioco sono quelle classiche, di sempre, affiancate ad eventi multigiocatore a tempo e tentativi limitati, che mettono addosso tutta l’adrenalina di una vera tappa da rally, in cui ogni errore è punito e non ci sono caricamenti o riavvolgimenti del tempo a salvarci la faccia.

Il miglior gioco di rally della generazione? Non sappiamo dirlo: DiRT Rally risulta più realistico e a portata di simulazione tout-court. DiRT 4 cerca (riuscendo in più riprese) a mettere d’accordo giocatori della domenica e piloti mancati. L’ideale sarebbe averli entrambi, se voleste scegliere e accontentare tutti a casa, puntate indubbiamente su DiRT 4.

Pregi

Vetture riprodotte fedelmente. Comparto sonoro memorabile. Totalmente localizzato in italiano. Fluidità massima garantita. Giusti compromessi tra arcade e simulazione. Generazione procedurale dei tracciati che lo rende praticamente infinito. Rallycross ufficiale e multiplayer eccelso.

Difetti

Cinque ambientazioni potrebbero non bastare ai più esigenti. Cinquanta vetture divise potrebbero risultare poche per i più affamati. Senza volante e pedali non offrirà la miglior esperienza simulativa. Fondali delle piste poco ispirati e poco memorabili. Niente licenze WRC (che non influisce il voto).

Voto

8,5

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