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Oculus Rift, Assetto Corsa e Facebook, ecco le parole di Marco Massarutto

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Anche Marco Massarutto, produttore di Assetto Corsa, ha detto la sua sulla vicenda Facebook-Oculus VR.

E lo ha fatto passando anche per alcuni aspetti della collaborazione tra Kunos Simulazioni ed Oculus VR per l’ottimizzazione di tutto il lavoro.

Ecco cosa ci ha detto:

“L’ Oculus Rift ci è sembrato un progetto interessante fin dall’inizio e con Assetto Corsa abbiamo lavorato per rendere il plugin sempre più efficace. Quest’anno è iniziata una collaborazione più diretta con Oculus VR e alla vigilia della GDC di San Francisco, Aaron Davis ha passato tre giorni nei nostri studi per lavorare sul nostro engine sul prototipo del nuovo Crystal Cove che hanno poi presentato alla GDC”.

DETTAGLI TECNICI ED AQUISIZIONE FACEBOOK

Le impressioni di Massarutto sul nuovo kit del visore per la Realtà Virtuale sono assolutamente positive. Il produttore inoltre pensa che questa acquisizione da parte di Facebook non andrà a danneggiare i videogiocatori:

“Il nuovo kit è decisamente un passo avanti rispetto al precedente in termini di risoluzione e usabilità, anche se dovranno continuare a lavorare sul malessere e sulla definizione perché l’Oculus possa rappresentare una reale alternativa ai monitor tradizionali per film e videogames. Ma se questo è il futuro, da qualche parte deve cominciare. Sotto questa luce, e guardando le cose in prospettiva, i capitali di Facebook potrebbero far sì che da caschetto virtuale da far provare agli amici, il Rift diventi la rivoluzione successiva al tablet, o perché no, la sua estensione.  Non vedo motivi ragionevoli per cui questa acquisizione dovrebbe togliere qualcosa ai videogamers “per” privilegiare i social media”.

ALCUNI SPUNTI DI RIFLESSIONE

Massarutto continua a ragionare sull’evento ed analizza le polemiche:

“E sono convinto che una buona parte delle polemiche scaturite da questa novità siano motivate dall’atteggiamento critico nei confronti di Zuckenberg e di Facebook, e dall’idea che l’acquisizione da parte di un’azienda non esperta di hardware e videogames ma di “social media” possa portare più svantaggi che vantaggi.
Provate a immaginare di poter tornare indietro di dieci anni e andare a raccontare in giro che la Apple avrebbe realizzato un telefono cellulare, vi avrebbero riso in faccia: “ma chi, quelli che fanno computer di nicchia?” Sappiamo come è andata. Mi sembra anche poco lungimirante lamentarsi dell’idea che grazie a queste acquisizioni, poche multinazionali controllino il mercato. Che esattamente è quello che già succede da più di 50 anni, in silenzio: sono poche decine gli speculatori che manipolano il mercato e che hanno portato al collasso l’economia mondiale e distrutto i risparmi di milioni di famiglie. Però nessuno ci fa caso, in compenso sembra che Zuckenberg sia il male assoluto. Chi ha sostenuto la campagna di Kickstarter di Oculus l’ha fatto perché evidentemente  voleva che un bel progetto diventasse realtà per poterne godere da utente. E ora vogliono i soldi indietro, solo perché Oculus è stata acquisita da Facebook? Paradossalmente, se il progetto fosse fallito e l’Oculus non fosse diventato mai realtà restando un prototipo da esporre sulla libreria, le persone che oggi vorrebbero i soldi indietro non avrebbero (né potrebbero, data la policy di Kickstarter) niente da recriminare. Lo sviluppatore di Minecraft che cancella il supporto del suo incredibile gioco ad Oculus per questa ragione, mi ricorda il marito che si evira per fare un dispetto alla moglie, perché così facendo negherà ai suoi utenti un’esperienza ancora più completa di quella che ha realizzato con la sua creatura”.

CONCLUSIONI

E poi chiude il suo intervento così:

“Da un punto di vista di concetto sono d’accordo sul fatto che la cosa possa destare un po’ di malinconia: un progetto nato in garage, concepito da ragazzi della porta accanto, che si fa strada grazie alle donazioni di chi ci ha creduto, oggi viene acquisito da una delle società più potenti del mondo: in tanti si sentono come se gli avessero dato una pacca sulla spalla, “grazie tante e arrivederci”: ma è il concetto di Kickstarter: tu puoi contribuire perché un bel progetto diventi realtà, non diventi automaticamente socio investitore. Oggi Oculus è finanziata da Facebook e questo probabilmente porterà l’Oculus dove da solo non sarebbe mai arrivato, in termini di potenzialità, diffusione e fruibilità. Se io, noi e tanti altri non avessimo partecipato alla campagna su Kickstarter non sarebbe mai successo: e non c’è da essere orgogliosi per questo?  Non ha senso donare soldi per un progetto perché vuoi che abbia successo (sapendo che non ne avrai un ritorno economico), e poi lamentarti perché ha avuto un successo assoluto.  Il che non significa automaticamente che Oculus Rift riuscirà a fare ciò per cui è stato concepito: ma solo chi non fa, non sbaglia. Vi lascio con uno spunto di riflessione: da quando è stato acquisito da FB, milioni di persone hanno sentito parlare di Oculus Rift per la prima volta, quando prima ne ignoravano l’esistenza. Secondo voi questo farà bene o male allo sviluppo della piattaforma?”.

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