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Comunità di videogiocatori: i numeri di un fenomeno non solo ludico

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Spesso dimentichiamo che parlare di videogiochi significa anche parlare di grandi e numerose community di utenti che non si limitano a giocare, ma spesso anche a socializzare e a sviluppare abilità, che in qualche caso si traducono in opportunità lavorative. È infatti uscita una infografica che ci ricorda i numeri delle comunità di giocatori online in Europa ed anche quella che è stata la storia delle principali community online, iniziata già quando internet non era ancora una tecnologia diffusa tra aziende e privati, ma solo nelle università e centri di ricerca.
Le community non si sono organizzate tuttavia solo intorno ai giochi massivi online, ma anche intorno ai multiplayer ed anche ai più tradizionali giochi di carte online. Tra i multiplayer ricordiamo titoli come Call of Duty, FIFA, PES, che hanno intorno a loro forti community, che hanno in qualche caso cambiato la vita dei giocatori. Grazie ad esempio a tornei globali di questi giochi, che si sono tradotti per certi utenti in premi davvero ricchi, nonché in opportunità di carriera come tester professionali di videogiochi.
Le community si sono inoltre riunite intorno a giochi come Doom: un titolo cult negli anni ’90 e soprattutto un gioco modificabile, in cui ogni utente può aggiungere livelli e che ha portato alla formazione di gruppi di ragazzi che sviluppavano nuovi livelli, consentendo loro di acquisire abilità che in diversi casi si sono trasformate in un lavoro da sviluppatore o designer. E pensate poi alle community che si sono raccolte intorno al poker: il sito PokerStars vanta la più grande comunità mondiale di giocatori di poker online ed in questo sito sono stati superati i 100 miliardi di mani giocate. Ed anche in questo caso ricordiamo i vari giocatori che sono diventati poi professionisti e che hanno fatto di questo gioco una vera e propria attività lavorativa.
Come non ricordare poi le community dei giochi online in flash, dove non mancano giovani che hanno trovato lavoro come publisher, altri come sviluppatori di giochi, grazie anche a software di sviluppo che non richiedono la conoscenza di linguaggi di programmazione, ma soprattutto buone idee. Idee che sono poi alla base delle comunità di giocatori più ampie che trovate nell’infografica: al momento sono ancora i desktop games ad attirare la maggior parte dei videogiocatori, seguiti dai browser game che hanno avuto grandi fortune negli anni passati; in grande crescita sono, ovviamente, i mobile ed i social game, che hanno aggiunto alle già popolose community di giocatori un numero crescente di donne e di over 35.

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