Articoli

Adam Orth, il franco tiratore di Microsoft si “dimette”

9 Visualizzazioni

Adam Orth

Fino a giovedì scorso (il 4 aprile, ndr), Adam Orth era una figura misconosciuta nel mondo dei videogiochi, fino a quando non gli è venuto in mente di accedere su Twitter e scrivere la seguente dichiarazione:

“Sorry, but I don’t get drama around having an “always-on” console. Every device, now, in “always on”. That’s the world we live in”.

Sostanzialmente traducibile in:

“Mi dispiace, ma non mi sembra un dramma avere una console “sempre connessa” (in Internet, NdR). Ogni dispositivo, al giorno d’oggi, è “sempre connesso”. E’ il mondo in cui viviamo”.

Il passo per scatenare piccolo vespaio di polemiche, nonché un’irritata reazione degli appassionati di videogiochi sparsi nella grande rete, è stato breve. Dalle pagine di Kotaku, oggi apprendiamo che una fonte vicina ad Adam Orth ha lasciato trapelare che per colpa di quella infelice esternazione, il franco tiratore si è “dimesso” senza tuttavia “esser stato licenziato dalla società”. “Franco tiratore” agli occhi di Microsoft, evidentemente, che pur di non compromettere i rapporti con la sua clientela ha preferito non difendere Adam, reo di aver alzato la voce per giustificare e commentare quanto valida fosse l’idea della casa di Redmond.
Che sia un allontanamento volontario o meno, poco importa:  c’è stato un divorzio e questa è la certezza. La stessa Microsoft si è affrettata a prendere le distanze dalle dichiarazioni di Orth, affermando ufficialmente che:

“Questa persona non è un portavoce di Microsoft, ed il suo personale punto di vista non riflette l’approccio a favore dell’utente che siamo soliti avere con i nostri prodotti o che comunicheremmo direttamente ai nostri consumatori”.

Alla richiesta di Kotaku di confermare in via ufficiale l’indiscrezione sulle dimissioni del signor Orth, Microsoft risponde con un laconico:

“Non commentiamo le questioni private che riguardano il nostro personale”.

Mai, come in questo caso, il proverbio “i panni sporchi si lavano in famiglia” appare come il più opportuno. Massima che evidentemente non è stata seguita in questa occasione.

Ti potrebbero interessare

Lascia un commento