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Blocco PSN del 2011, Sony non è colpevole, respinta la class action negli Usa

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Respinta la class action negli Usa contro Sony per l’attacco hacker che colpì il PlayStation Network costringendo il colosso giapponese a chiudere i server sospendendo il servizio per gli utenti PlayStation 3 e PSP, dal 20 aprile al 15 maggio del 2011.
Il giudice distrettuale della California, Anthony Battaglia, ha infatti archiviato il caso. La motivazione: nessuno dei partecipanti all’azione legale di massa aveva sottoscritto alcun abbonamento a pagamento per il servizio PSN.
E c’è un altro dettaglio in favore di Sony: nella stessa formulazione della causa si rende noto che il servizio è stato sospeso da un attacco illegale portato dall’esterno, un’intrusione nel Network di cui Sony non è responsabile.
Ed infine, nell’accordo di utilizzo del PSN sottoscritto dagli utenti viene riportato che tale servizio non è perfetto e che errori e problemi del genere possono emergere. Chi sottoscrive, dunque, l’accordo lo fa a suo rischio e pericolo per quanto riguarda eventuali disservizi. Almeno negli Usa una vittoria sotto tutti i punti di vista per Sony.

Fonte: Courthouse News Service

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