Recensioni 2

Torchlight II (Pc)

Confermare quanto di buono fatto con Torchlight e dare una valida alternativa a Diablo III. Si potrebbe tradurre così la volontà di Runic Games che dopo il grande successo del 2009 con il suo titolo d’esordio ci riprova con l’atteso Torchlight II. Il nuovo action gdr di stampo Fantasy ha debuttato lo scorso 20 settembre su Steam per pc e che entro fine anno arriverà anche su Mac.
Se il primo capitolo aveva stupito tutti, il compito della piccola software house americana (nella quale figurano i nomi di Travis Baldree, Max ed Erich Schaefer capaci di dar vita ai primi due Diablo), ai più potrebbe sembrare doppiamente difficile perché migliorare se stessi è sempre una bella sfida e reggere il confronto con un colosso assoluto come Diablo III, beh, non è roba da poco.
Tuttavia, fin da queste prime battute di questa recensione, possiamo dirvi che la missione è stata svolta piuttosto bene. Anzi, trattandosi di un action gdr possiamo parlare di Quest superata alla grande se consideriamo anche il prezzo budget che in questi tempi di crisi non è aspetto da sottovalutare.
Ma andiamo con ordine e parliamo più diffusamente del gioco che conferma senza ombra di dubbio il giudizio positivo che avevamo espresso nelle nostre Prime Impressioni.

 

UN PO’ DI STORIA SULL’UNIVERSO TORCHLIGHT

 

Andiamo alla trama di Torchlight II. Benché non sia esattamente il punto forte del gioco è giusto un piccolo ripasso. La storia riprende la narrazione degli eventi del predecessore: il gruppo di eroi formato dall’Alchemist, dal Destroyer e dal Vanquisher era riuscito a salvare il mondo al termine della battaglia col leggendario Ordrak ma i loro sforzi si sono rivelati vani.
Il motivo è presto detto: anni dopo, la magia che proviene dal Cuore di Ordrak corrompe l’Alchemist che da eroe si trasforma in carnefice. Tocca al giocatore fermarlo. Con il Destroyer ed il Vanquisher che diventano parte della storia.
Il cliché come vedete non è cambiato: il Male è ritornato e l’eroe di turno deve fare il miracolo di salvare capra, cavoli ed anche qualcosa in più attraverso epiche battaglie, numerose missioni, superare molti ostacoli e gettare il cuore oltre l’ostacolo, oltre la paura.

UN MONDO FANTASY MOLTO VASTO E TUTTI CE L’HANNO CON NOI

Ciò che colpisce fin da subito in Torchlight II è l’ampiezza e la varietà delle ambientazioni. L’esplorazione sarà una parte fondamentale di questo gioco con mappe ampie che vengono generate casualmente ad ogni ripresa del gioco.
Uno dei compiti degli sviluppatori era quello di dare agli utenti nuove e più vaste aree ed anche qui il tutto è stato svolto piuttosto bene da Runic. L’alternarsi delle ambientazioni sia aperte che nei dungeon con orde di nemici sempre diverse è notevole.

QUATTRO EROI E TANTE ABILITA’

A sinistra le caratteristiche fisiche, forza, destrezza, focus e vitalità. A destra l’albero delle abilità, ogni personaggio ha tre rami con 10 skill (7 attive e 3 passive) che garantiscono estrema varietà nella gestione del proprio eroe

In Torchlight II i giocatori potranno scegliere tra quattro eroi. Il Berseker, l’Engineer, l’Embermage e l’Outlander. Ognuno ovviamente dotato delle proprie peculiarità. Una cosa che farà piacere è senza dubbio la possibilità di gestire in toto il proprio personaggio nonché di cambiare anche alcuni aspetti salienti dei connotati (pettinatura, colore della pelle, sesso, corporatura, ecc, con un editor molto spicciolo) e scegliere anche tra un numero maggiore di pet, ossia i famigli che ci terranno compagnia nel viaggio aiutandoci nei combattimenti e portando alcuni oggetti. Potremo scegliere tra i nostri compagni di viaggio tra furetti, bulldog, pantere ed altro.
Vale la pena adesso descrivere velocemente le classi. Il Berseker è abilissimo nei combattimenti corpo a corpo o con le armi, il vero tank della situazione. L’Embermage, di contro, è il classico mago dotato di bastone, decisamente a suo agio con gli incantesimi elementali. Avrà tanto mana a sua disposizione ma poca propensione ad incassare i colpi diretti dei nemici al contrario del Berseker.
L’Engineer punta sulla tecnologia e fa della meccanica il suo punto di forza. La classe Outlander, invece è un misto che però trova nelle armi da fuoco e negli incantesimi le sue caratteristiche migliori.
Il sale di un videogioco di ruolo (anche action) è senza dubbio la gestione dei passaggi di livello. Quello stesso sale che è clamorosamente mancato in Diablo III.
Allora ricordiamo che in Torchlight II, ad ogni passaggio di livello saranno assegnati 5 punti da impiegare nelle caratteristiche base del nostro eroe (Forza, Focus, Destrezza e Vitalità) ed un punto per attivare o potenziale le abilità attive o passive. Ogni personaggio ha un albero con tre rami principali di abilità formato da 10 skill (7 attive e 3 passive) per un totale di 30 peculiarità per ogni personaggio. Va da se che scegliere oculatamente come spendere questi punti preziosi diventi una cosa fondamentale e va sempre da se che questo garantisca la ri-giocabilità viste la moltitudine di soluzioni offerte: non ci sarà un Berseker uguale all’altro, o un Embermage già visto.
Possiamo, dunque, scegliere di portare avanti un mago che prediliga incantesimi di fuoco e specializzarlo in questo modo, piuttosto che farlo andare avanti con l’elettricità o col gelo. Nondimeno un giocatore che ha l’ingegnere può divertirsi con la costruzione di robot e torrette, il tank lo possiamo specializzare in attacchi possenti e cosi via.
La crescita e gestione del personaggio sono frutto di scelte personali come è giusto che sia. E non ci vengano a dire che il pubblico non apprezza questo o lo ritiene troppo difficile da gestire. Non ci crederemo mai. Con Torchlight II si torna all’antico e si fa, per fortuna, dietrofront rispetto a quanto proposto da Blizzard con Diablo III con una crescita automatica piuttosto piatta.

GAME-PLAY EQUILIBRATO E PIUTTOSTO VARIO

Tra un dungeon ed un’escursione all’aperto, l’esplorazione del vasto mondo di Torchlight si rivelerà un bel viaggio

L’aspetto più importante di qualunque videogioco è senza dubbio il suo game-play. Torchlight II presenta una struttura classica e piuttosto solida basata su quanto fatto nel primo capitolo.
Tuttavia, le differenze ci sono. Parliamo ora delle novità. La prima cosa che va segnalata è la presenza del comparto multiplayer sia in locale con la cara vecchia Lan che torna in auge, sia la classica modalità online.
Runic ha ascoltato i supporter che chiedevano a gran voce questa caratteristica ormai indispensabile ed anche qui hanno unito il vecchio al nuovo. Già, perché proporre la possibilità di giocare in Lan non è cosa da tutti i giorni e siamo sicuri che molti appassionati non perderanno l’occasione di divertirsi insieme organizzando giocate dal vivo.
Andiamo al game-play vero e proprio. Torchlight II non delude. La difficoltà è ben settata, e difficilmente ci troveremo a passaggi impossibili. Certo, bisognerà sudare per andare avanti. Se il titolo accompagna gli avventurieri per le prime ore, poi presenta il conto con orde sempre più forti di nemici e le pozioni per ripristinare i punti salute non sono mai abbastanza. Stessa cosa per le pozioni Mana che servono per ricaricare la linfa per gli attacchi speciali e le magie. Non solo i mostri saranno tanti ma anche i boss sono in agguato per sbarrare la strada. Alcuni sono davvero grossi e ostici già a livello di difficoltà Normale (quattro in tutto i gradi di difficoltà, ndr). C’è anche la modalità Hardcore: se si muore la partita termina contrariamente a quanto avviene negli altri livelli di difficoltà dove si può anche decidere dove resuscitare: se nel luogo dove si è appena lasciato le penne (previo pagamento di una somma in vil danaro), oppure se ricominciare a girovagare dal portale più vicino o se dal villaggio sempre con diverse conseguenze.
La gestione del personaggio è garantita grazie ad un’ottima interfaccia. L’inventario è piccolo (non troppo) anche perché la raccolta di oggetti ed armi più o meno rare o unici rende il tutto più interessante.
Si possono impegnare minuti per impostare il proprio inventario e scegliere cosa usare. Nondimeno bisogna fare attenzione agli oggetti modificabili, ormai immancabili in questo genere di giochi, con rune ed altri oggetti che danno qualità supplementari ed effetti tanto devastanti quanto spettacolari da vedere.
Vi assicuriamo che le quantità di armi, armature ed ammennicoli vari sono enormi e questo rende il titolo piuttosto divertente.

STILE GRAFICO DI LIVELLO, MUSICHE EPICHE

Analizziamo adesso il comparto prettamente tecnico del gioco. Sebbene confermiamo che lo stile grafico non ci abbia preso del tutto (un po’ troppo fumettoso per i nostri gusti, ndr), non possiamo che applaudire al lavoro svolto da Runic Games.
L’aspetto visivo non ha nulla da invidiare alla concorrenza più blasonata (leggasi, inevitabilmente, Diablo III). Tutto è al proprio posto, sia pure con qualche piccolo difettuccio di visualizzazione in parte già risolto con l’ultima e recentissima patch. Non ci sarà l’interattività che riconosciamo a Diablo III mentre alcune inezie non sembrano dare realismo alla fisica, ma considerando che il titolo è venduto a 18,99 euro possiamo chiudere tutti e due gli occhi. Varietà (e non ci stancheremo mai di dirlo) di ambientazioni e dettagli, con buoni effetti ambientali e belle animazioni, a volte spettacolari e da applauso, contribuiscono a costruire un piccolo-grande capolavoro. Il nostro standard per il genere rimane Titan Quest, però.
Interessante notare come le scene di intermezzo siano state realizzate col supporto di Klei (gli autori dei due Shank e di The Mark of Ninja). Un ulteriore tocco di classe in più.
Le musiche di Matt Uelmen completano un quadro tecnico di prim’ordine. Ricordiamo che Uelmenn ha realizzato la colonna sonora dei primi due Diablo (e del primo Torchlight) ed i brani qui proposti riportano inevitabilmente l’orecchio a quelle atmosfere. Le note che riecheggiano accompagnano il giocatore nel suo lunghissimo cammino ed è un bell’ascoltare. E ricordiamo che la colonna sonora è gratuita.

COMMENTO FINALE

Ci troviamo di fronte ad un titolo imperdibile. Uno dei più interessanti di questo 2012. Le attese della vigilia non sono state vane: Runic Games ha ripagato il pubblico della fiducia realizzando uno dei migliori hack’n slash degli ultimi tempi. Torchlight II ha tutti gli ingredienti per essere considerato tale.
Vanta un netto miglioramento del primo capitolo senza snaturare la sua essenza. Compie miglioramenti tecnici interessanti e non ha niente da invidiare a quello che è ritenuto il re del genere: Diablo III che tanto ha fatto parlare di se ma che tanto ha pure deluso, almeno i puristi.
Bisogna ricordare ai più che Runic Games ha realizzato questo seguito dopo tre anni lavorando nel medesimo periodo con un team di circa 30 persone anche al porting di Torchlight per Xbox 360.
In tre anni hanno aggiunto, espanso, migliorato, rinforzato e foraggiato la loro creatura e ce l’hanno proposta senza i mezzi di Blizzard ed adun un terzo del prezzo di Diablo III.
Cosa aggiungere di più? Se siete amanti degli action gdr non potete perderlo. Le aggiunte anche delle modalità multiplayer online e in locale (Lan) sono altre chicche. Torchlight II ha tutto quello che Diablo III non ha mantenuto.

Pregi

Action Gdr classico. Solidissimo comparto tecnico. Deciso passo in avanti rispetto al predecessore. Rapporto qualità-prezzo eccellente. Fa quello che avrebbe dovuto fare Diablo III fin dal principio.

Difetti

Lievi difetti di visualizzazione. Nulla da segnalare.

Voto

9

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