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Il primo Assassin’s Creed è stato il più duro, parola dell’autore

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E’ vero: il primo amore non si scorda mai. In questo caso il primo gioco della serie Assassin’s Creed. A detta dell’autore della saga targata Ubisoft, tale Patrice Désilets, Assassin’s Creed è l’episodio più “duro” perché dà ai giocatori una maggiore libertà d’azione soprattutto per quanto riguarda le missioni secondarie. Un vero e proprio salto nel passato.

Mi piace il primo Assassin’s Creed perché – spiega ad Edge – è l’episodio più puro della serie. Ci sono un sacco di storie che è possibile vivere ma dipendono da voi: siete voi a decidere cosa fare. In Assassin’s Creed II, invece, abbiamo creato noi delle avventure e imposto ai giocatori di viverle”.

E tornando al primo Assassin’s Creed, datato 2007, che ha dato poi seguito ad una fiorente serie tra le più apprezzate di tutti i tempi con Assassin’s Creed II, Brotherood e Revelations, nonché il terzo capitolo principale della serie in arrivo a fine ottobre:

“Fuori dal regno, in sella al vostro cavallo, ci sono così tanti posti con piccoli avamposti di crociati con cui interagire. Quando vi avvicinate a Damasco, c’è un tizio con trentacinque soldati di fronte a lui: se lo uccidete, tutti vi inseguiranno. Io l’ho fatto e quella è diventata una delle mie piccole storie”.

E chiude:

“Con Assassin’s Creed il problema è che non avevamo mai chiesto a nessuno di fare una cosa del genere. Molti giocatori semplicemente passavano vicino a questi raggruppamenti, ignorandoli. In Assassin’s Creed II, però, tutto ciò è stato strutturato di modo che fosse per forza di cose visibile”.

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