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Arkanoid (Multi)

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Chissà quante volte vi sarà capitato di canticchiare il motivetto iniziale di Arkanoid. Crediamo che questo, soprattutto per molti retrogamer non sia raro. E così, dato che siamo in vena (e canticchiamo da un paio di giorni il famoso motivetto), scriviamo una piccola recensione su questo classico targato Taito.
Arkanoid è uscito nel 1986 in sala giochi e successivamente è stato convertito da Imagine (versione ad 8 bit) e Discovery Software International (16 bit) per tutti i computer e console possibili dell’epoca. Ne esiste anche una versione per Olivetti Prodest Pc 128. Viene considerato dai più, il remake dell’arcade Breakout degli anni Settanta. Il gioco ha avuto un grandissimo successo ed ha avuto anche più seguiti come il celebre Revenge of Doh.
Scopo del gioco? Semplice: ripulire tutti i livelli dai mattoncini che formano i vari quadri facendo rimbalzare una sfera con la propria astronave che ha la forma di una barra. Una volta abbattuto questo muro si aprirà una porta e si andrà al livello successivo.
Ma andiamo con ordine…

IL FUTURO DELLA DEMOLIZIONE DEI MURI

No, non è un grafico, bensì il secondo livello di Arkanoid su C64

L’ambientazione è fantascientifica, ed il compito è quello di guidare il Vaus, la nostra navicella, attraverso 33 livelli fino ad arrivare al cattivone di turno che si chiama Doh (no, non è l’espressione di Homer Simpson, ma il nome del boss finale).
I giocatori si troveranno di fronte non solo a muri da abbattere ma anche gli alieni che li popolano evitando ovviamente di far cadere la pallina nel baratro: pena la perdita di una vita.

GAME-PLAY CHE HA FATTO SCUOLA

Il game-play di Arkanoid ha fatto la storia di questo genere. Più profondo dell’originale Breakout. Sebbene il principio sia uguale, ci sono sostanziali differenze tra i due. Nel classico Taito, per abbattere alcuni mattoncini bisognerà colpirli più volte mentre altri sono indistruttibili.
Ci sono anche i bouns. I power up danno effetti benefici e permettono alla sfera di diminuire la velocità in modo tale da facilitare i movimenti col Vaus, o allargano la nostra astronave. Altri triplicano le sfere in gioco, c’è chi dà l’effetto colla al Vaus e questo permette di poter scegliere la direzione desiderata e puntare (per quanto possibile) la sfera. Tra i più interessanti anche quelli per rendere la pallina più forte ed in grado di abbattere più mattoncini alla volta; quello che aggiunge l’astronave di cannoni laser, e naturalmente quelli per guadagnare una vita supplementare o, addirittura, saltare al livello successivo.

GRAFICA SEMPLICE MUSICA STELLARE

 

Dal punto di vista tecnico, Arkanoid benché fosse carino non faceva gridare al miracolo. Sia la versione arcade che quelle da casa, anche per i computer ad 8 bit, vennero convertite con ottimi risultati.
La grafica è colorata ma non ci sono poligoni da definire, lo stile è piuttosto spartano mentre le animazioni sono realistiche per quanto semplici. Interessante la fisicità della sfera che rimbalza sulle pareti del livello e sui mattoncini con caratteristici effetti sponda piuttosto credibili (il Vaus poteva anche prendere la pallina di taglio dando traiettorie sempre diverse).
E’ il sonoro che è entrato nella storia. Vogliamo ricordare in questa occasione come la versione per Commodore 64 avesse una colonna sonora da urlo realizzata da Martin Galway. Eccezionale il loader ma anche i temi principali. Il Sid ha suonato note gloriose con Arkanoid. Lo stacchetto ad inizio di ogni livello è poi piuttosto caratteristico ed è stato un tormentone.

CONCLUSIONI

Cosa dire di Arkanoid che non si sia già detto? E’ un’impresa ardua. Certo bisogna provarlo. La sfida è tosta, lunga 33 livelli per altrettanti muri. Grafica pulita e semplice con un sonoro che ha fatto la storia. Forse un po’ monotono soprattutto per i palati fini, ma un ottimo passatempo con un buon grado di sfida e passaggi difficili ma mai impossibili.
Per chi vi scrive si tratta di un pezzo di storia che non dovrebbe mancare in una collezione che si rispetti. Divertente da giocare. Il voto è altro anche perché pur essendo un clone ha generato tantissimi cloni fino ai giorni nostri.

PREGI: Longevo. Buon grado di sfida. Sonoro di altissimo livello.

DIFETTI: L’unico potrebbe essere quello della monotonia.

VOTO: 8,5/10.

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