Le Interviste ai personaggi dei videogiochi 5

Le interviste (surreali) ai personaggi dei videogiochi – Week 3 Castolo (serie PES)

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Castolo in una rarità: festeggia un suo gol

Terzo appuntamento con le nostre interviste surreali. E questa volta il noto personaggio dei videogiochi è molto conosciuto anche agli sportivi.
Se ieri il protagonista di Champion’s League è stato Messi (a segno due volte col Barcellona nel derby spagnolo col Real Madrid delle semifinali di andata di Champion’s League); oggi il protagonista delle nostre righe è nientepopodimeno che il brasiliano che tutti i giocatori della Master League della serie calcistica firmata da Konami, Pro Evolution Soccer, conoscono.
Lui, croce e delizia, poeta sciagurato di un calcio che riesce ancora a trasudare candore. Lui, signore e signori, Castolo. Uno degli interpreti più contraddittori del ruolo dell’attaccante, accusato spesso di segnare gol inutili a partita già archiviata.
Il bomber dei due mondi (spesso e volentieri del terzo, del quarto ed anche dell’altro mondo), colui che riesce a sbagliare con sicurezza Beccalossiana un gol a porta vuota dalla linea dell’area piccola (5 metri) ma che segna con un pallonetto liftato al volo chiudendo un’azione da manuale. Pagato (e probabilmente programmato) per non segnare più di 5 gol in campionato perché poi esaurirebbe le sue esultanze carioca, ha fatto gioire e penare (più penare) milioni di giocatori di tutti i continenti, facendoli diventare incontinenti, ma è ormai entrato nel cuore (anche nel fegato e soprattutto nella bile) di ognuno di noi.
Lui, brasiliano di età indefinita (circa 34 anni), numero 9 e titolare inamovibile della squadra iniziale della Master League si è offerto molto volentieri di rispondere alle nostre domande. Lo abbiamo incontrato in tribuna a godersi il fresco mattutino prima dell’allenamento, a visionare un filmato sui suoi gol ed a commuoversi perché dura più di 2 minuti compreso i replay.

IlVideogioco.com: Cominciamo con la classica domanda. Buongiorno signor Castolo, come sta?

Castolo: Bene, bene. Sono in attesa di scendere in campo per l’allenamento. Aspetto Ivarov e Minanda per cominciare. Noi tre siamo soliti giocare le partite di allenamento da soli contro il resto della squadra.

IlVideogioco.com: Volete dire che giocate in 3 contro 11???

Castolo: Mmm, non proprio. Noi siamo tre, ma il resto della rosa è composto da altri 20 giocatori. Gli altri che farebbero? Guarderebbero? Non sarebbe giusto e quindi nella nostra magnanimità concediamo ai tribunali (si, perché è da codice penale la loro prestazione media in campo, ndr) di scendere in campo con gli altri.

IlVideogioco.com: Se abbiamo capito bene giocate in 3 contro 20. Con quali risultati?

Castolo: Esattamente. Hai (il tu dato dagli stranieri è d’obbligo, ndr), capito benissimo. I risultati? Partite combattute: una volta sono pure riusciti a pareggiare, ma solitamente vinciamo largo di 2-3 reti. Noi siamo vecchietti, ma ci conosciamo a memoria.

IlVideogioco.com: Ora sappiamo… e comprendiamo il motivo dei risultati. E lei fa tangi gol in allenamento, vero?

Castolo: In verità, i gol li fa Ivarov. Io per diletto faccio gli assist e Minanda difende. Sono brasiliano, mi ritengo un artista. Il gol per me non è importante. Che ci vuole a fare 5 gol a porta vuota?

IlVideogioco.com: Ora è chiaro: la sua scarsa vena realizzativa in campionato deriva da questo…


Castolo: Il gol non è tutto. Io sono un artista. L’ho detto e lo ripeto. Ed ho faticato parecchio per diventare quello che sono. Conosciuto in tutto il mondo. La vita non è mai stata facile per me, ricordo ancora quando facevo ancora il ballerino di samba ed ero costretto a mettermi una fruttiera in testa ed a truccarmi come Jessica Rabbit. In campo mi ritrovo, riesco a fare quello che non posso fare nella vita di tutti i giorni. Il calcio deve essere vissuto con filosofia. Non conta solo il gol, ma anche come lo si costruisce e come lo si sbaglia.

IlVideogioco.com: Ballerino di samba? Cosa c’è altro da sapere della sua vita privata?

Castolo: Ho moglie e 4 figli. Dormo con un peluche a forma di pallone e dopo gli allenamenti riprendo il lavoro di ballerino di samba servendo a passo di danza Margaritas ai tavoli di un noto locale. Da giovane coltivavo alberi di ciambelle e consegnavo guaranà a Cerezo. Ho anche fatto la guida turistica ad Oronzo Canà quando è venuto in Brasile per comprare Aristotales. Con i soldi che ho preso mi sono iscritto alla scuola calcio serale Ze Porcu. Ed ora eccomi qui.

IlVideogioco.com: Quindi le sue eleganti movenze, le stesse con cui sprezzante del pericolo di essere linciato dalla sua stessa tifoseria, provengono da questo. Lei sa di avere i piedi a banana?

Castolo: Si,assolutamente. E la ritengo una cosa salutare. Non soffro di crampi e faccio il figo con le tifose, ma questo non mettetelo, sapete… mia moglie. E poi, i miei 5-6 gol a stagione li faccio. Ed anche pesanti.

IlVideogioco.com: Fa i gol difficili ma sbaglia quelli facili, sa di essere il giocatore più infamato di sempre? Roba da far impallidire Perdomo e Kubick?

Castolo: Me ne rendo conto. I pallonetti, i gol di tacco, li ho nel sangue. I gol a porta vuota li faccio fare ai bambini come Dodo, Gimenez ed Ordaz. Loro devono farsi un nome. Io sono già conosciuto… E lo ripeto per l’ennesima volta: sono un artista. Chi non mi apprezza non mi merita.

IlVideogioco.com: Signor Castolo, a quale giocatore si ispira?

Castolo: A Florin Raducioiu, Egidio Calloni, Darko Pancev ai tempi dell’Inter, ma anche Ian Rush della Juve. Sono artisti. Rapaci dell’area di rigore. Certo, il mio preferito rimane Nappi, un fromboliere. Ma la fonte di ispirazione è Gaucho Tofoli, del Lecce. I suoi rigori sono leggenda.

IlVideogioco.com: Ma è tutta gente che ha segnato al massimo 10 gol in campionato in Italia, ma abbiamo capito il suo spirito. Ci dica, che progetti ha per il futuro?

Castolo: Le sembrerà strano, ma una volta tanto vorrei fare tanti gol per smentire gli scettici come voi. Ma so che parleranno le mie perle. I miei tocchi da poeta sperduto in un mondo troppo attaccato al vil denaro.

IlVideogioco.com: Lei ha sempre giocato nella squadra di default della Master League. Sente il desiderio di cambiare aria?

Castolo: Non ne vedo la necessità. In altre squadre mi sentirei un pesce fuor d’acqua.

IlVideogioco.com: Cosa farà quando appenderà le scarpette al chiodo?

Castolo: Non penso al ritiro. La mia squadra ha bisogno di me. Ed anche i miei compagni. Vi immaginereste Minanda cosa farebbe senza i miei gol? I suoi lanci a chi servirebbero? A Gutierrez? Ad Ordaz? Gente ancora immatura ed acerba benché volenterosa. No, il mio posto è li, svettante in area di rigore, rapace (ed incapace aggiungiamo noi) nelle ribattute.

IlVideogioco.com: Quindi, per la gioia (ed il terrore) di tutti gli Ap(pes)sionati darà appuntamento a Pes 2012?

Castolo: E’ ovvio: sarò in prima fila, a guidare per mano, ma con i piedi a banana, e con la mia vena realizzativa. L’artista, profeta, del calcio videoludico ci sarà sempre.

IlVideogioco.com. Ringraziamo Castolo per la sua lunga intervista e qui ve lo facciamo vedere come poche volte lo avete visto grazie ad una clip del nostro amico Aurenar. Il famoso gol in pallonetto in Pes 2009. Buona lettura e buona visione.


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